“A tu per tu” con Giacomo Giurato. Donare, un miracolo a portata di mano!

Sentiamo spesso parlare di donazione e di come una piccolissima parte di noi stessi possa salvare una vita, possa far rinascere un uomo strappandolo al cappio della morte. Tantissime sono anche le volte in cui sentiamo parlare di malattie o patologie gravi, ma spesso capita di tapparsi le orecchie e chiudere gli occhi perché, ringraziando il Cielo, non ci riguardano. Quasi per istinto allontaniamo dalla nostra quotidianità la tristezza e la disperazione degli altri, amici o sconosciuti che siano. Forse è una forma di difesa benigna e istintiva, attuata senza particolari riflessioni o meditazioni, ma se un attimo ci fermassimo a pensare, che cosa cambierebbe? Se per un istante ci mettessimo dalla parte di chi ha realmente bisogno, come suonerebbe la parola “donazione”?
Io ho voluto farlo parlandone con una persona che da tempo si batte in nome della sensibilizzazione, un amico dell’ADMO, Associazione Donatori Midollo Osseo. Un momento, sgretolato in una manciata di righe, che vorrei condividere con voi per un motivo semplicissimo: perché è importante.
A voi il nostro “A tu per tu” con Giacomo Giurato.

Quando e perché nasce ADMO a Gela?
“ADMO nasce a marzo di quest’anno per dare un contributo alla ricerca di nuovi donatori di midollo osseo e cellule staminali nel nostro territorio”.
Quanto è importante donare il midollo osseo?
” I donatori di midollo osseo non sono mai abbastanza, anche se nello scorso settembre, con l’iniziativa “Ehi, tu! Hai midollo?”, sono state migliaia le persone tipizzate e quindi iscritte all’IBMDR, il Registro nazionale dei donatori di midollo osseo. Se pensiamo che la leucemia, solo in Italia, colpisce 1.500 nuovi pazienti all’anno e che, nel caso in cui il donatore di midollo non sia un familiare, la compatibilità con la persona malata ha un rapporto di 1 a 100.000, si comprende come ci sia ancora molto da fare”.
Quali sono le perplessità più frequenti riguardo alla donazione di midollo osseo e come rispondere a questi dubbi?
“Purtroppo, il terrorismo sanitario di questi ultimi anni e informazioni poco chiare hanno allontanato tanti giovani potenziali donatori da ADMO”.
La donazione di midollo osseo in che cosa consiste, come si effettua?
“Esordisco spesso con questa frase: IL MIDOLLO OSSEO NON È IL MIDOLLO SPINALE! Sì, perché questa convinzione è stata negli anni la causa principale del mancato incremento del numero di nuovi donatori. Il midollo osseo non è il midollo spinale. Il midollo osseo utilizzato per il trapianto (detto in termine tecnico “midollo emopoietico”) si presenta alla vista come sangue e viene prelevato solitamente dalle ossa del bacino (ossa iliache). Il midollo osseo ha il compito di formare nuove cellule sanguigne (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) in sostituzione di quelle che muoiono naturalmente e terminano la loro funzione (emopoiesi). Un globulo rosso ha una vita media di centoventi giorni. L’emopoiesi si realizza a partire da un unico tipo di cellula (cellula staminale emopoietica, CSE) all’interno del midollo osseo, che è presente in vari segmenti scheletrici: coste, sterno, ossa del bacino, scapole, cranio ed estremità prossimali dell’omero e del femore. Nelle malattie del sangue, come in alcune forme di leucemia, il midollo osseo perde questa funzione emopoietica”.
Chi può donare?
“Qualunque individuo di età compresa fra i 18 (per motivi legali) e i 40 anni (per motivi medici), che abbia un peso corporeo superiore a 50 Kg, può donare purché, ovviamente, non sia affetto da malattie del sangue o da altre gravi forme infettive (AIDS, HIV, epatite…). Si diventa donatori di midollo con un semplice prelievo di sangue che dura quaranta secondi e che può essere effettuato in molti centri trasfusionali presenti su tutto il territorio nazionale. Il prelievo del sangue serve a valutare che “midollo hai”, in termini medici si chiama “tipizzazione”. Al centro trasfusionale verrà chiesto di firmare l’adesione al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR), collegato con i Registri di altri trenta Paesi europei e americani. Non serve l’impegnativa del medico, ma solo la tessera sanitaria e non viene pagato alcun ticket. Esistono tre metodi per donare: il primo prevede l’operazione in anestesia totale (= nessun dolore), vale a dire prelievo di midollo dal bacino in anestesia totale, ci sono persino bambini con meno di quindici anni che hanno donato il loro midollo per salvare la vita dei fratellini e non hanno mai fatto nessun problema; il secondo consiste nel somministrare per tre giorni un farmaco che fa aumentare il contenuto di cellule staminali, al terzo giorno si fa un prelievo di sangue periferico e si dona, senza nessuna operazione; il terzo metodo consiste nel prelevare le cellule staminali dal cordone ombelicale dopo il parto, il midollo prelevato si rigenera nell’arco di sette, dieci giorni dal prelievo”.
Come risponde Gela a questa esigenza sociale?
“La nostra città risponde sempre alla grande agli appelli. Diverse sono le richieste che arrivano ad ADMO, al Centro Trasfusionale e al Centro di raccolta fisso dell’ADAS. L’obiettivo è quello di avere una sede ADMO all’interno dell’ospedale che possa rappresentare un punto di riferimento per coloro che vogliono diventare donatori, ma anche per i pazienti che soffrono di patologie oncoematologiche. Purtroppo, queste patologie sono in aumento, lo dicono le statistiche e i registri dei tumori. I linfomi e le leucemie colpiscono sempre più giovani pazienti e la necessità per questi ultimi di sottoporsi a un trapianto rappresenta l’UNICA opportunità di riappropriarsi della propria vita!”.
Qual è l’appello che vuoi lanciare per sensibilizzare la gente verso la donazione?
“Donare il midollo osseo significa fare un gesto di enorme altruismo e di grande generosità. Molte persone che rischiano la vita potrebbero essere salvate proprio da voi. Ci sono malattie che non guariscono senza il trapianto. Donare il proprio midollo, rendersi disponibili a farlo potrebbe riportare un altro papà come me alla sua famiglia, dai suoi figli e da sua moglie. Potrebbe voler dire ridare una mamma alla sua casa, una nonna ai propri nipotini, un fratello a una sorella o una sorella a un fratello, un figlio o una figlia ai propri genitori. Donare il midollo è una specie di miracolo, un miracolo che abbiamo a portata di mano. Non lasciatevi scappare una simile opportunità, qualcuno in giro per il mondo conta su di voi! Grazie per ciò che fate!”

Ad oggi, a Gela, i donatori di midollo osseo sono oltre cinquanta e altrettanti sono in attesa di essere convocati dal Centro Trasfusionale. Un esercito di eroi che mira a crescere e che sabato 29 e domenica 30 novembre, insieme a tutti noi, sarà in Piazza Umberto I per l’evento natalizio “Un panettone per la vita”, in cui i volontari ADMO saranno a disposizione di quanti vorranno avere informazioni o iscriversi all’Associazione.

Articoli correlati