Accordo Eni: i primi lavori partiranno a giugno. Bonifiche in atto, e Prezioso K diviso tra le aziende locali

Un incontro all’Asi per chiarire meglio alcuni aspetti del protocollo firmato con Eni, il 6 novembre scorso al Mise, che tante polemiche ha suscitato fino a ora, si è tenuto oggi pomeriggio.  Voluto dal sindaco Angelo Fasulo, al meeting erano presenti alcuni dei principali dirigenti della società petrolifera:  il capo del  settore industria e raffinazione, Bernardo Casa, l’amministratore delegato di Enimed Massimo Barbieri e neo amministratore delegato della Raffineria di Gela Carlo Guarrata, oltre ai vertici regionali di Confindustria Marco Venturi e Carmelo Turco e alcuni rappresentanti delle imprese. Presenti anche Don Giuseppe Fausciana e don Michele Mattina, davanti ad un pubblico costituito da un ceninaio di persone.  ” Se non avremo intoppi a giugno saremo in grado di avviare lavori importanti, che permetteranno di raddoppiare il numero di addetti dell’indotto rispetto agli attuali” Ha esordito Bernardo Casa. Il capo settore si riferiva non solo raffineria green, che sarà la più importante di Europa, “solo la Neslè Oil in Finlandia avrà una raffineria simile alla nostra”, ma anche all’up stream e alle  bonifiche. Per quanto riguarda il prezionso K, il dirigente ha sottolineato che, dato che la città di Gela non possiede nè le infrastrutture, nè le conoscenze tecnologiche, l’azienda sarà vicino alle imprese locali. Il progetto piattaforme offshore sarà diviso in lotti in modo da poter permettere alle aziende gelesi di partecipare alle gare e poter dedicarsi alla creazione delle diverse “parti” della piattaforma. Per tale ragioni il dirigente Casa ha ribadito che ci saranno degli allungamenti dei tempi per la rivisitazione del progetto che richiede tale suddivisione dei lavori del Prezioso K, che inizieranno verso aprile. Per quanto riguarda le bonifiche, imposte dal  decreto legislativo 150, il dirigente ha affermato che in funzione c’è già l’impianto Taf, che è addetto alla depurazione delle acque di falda. Inoltre ci si sta avviando allo dismissione dell’impianto Acn, per cui si procederà alla bonifica di questa area. Poi il dibattito si concentra sulla diga foranea del porto. Casa ha specificato che quest’ultima non sarà utilizzata come terminale petrolifero, per cui gli unici interventi che si faranno saranno quelli di protezione, del resto per la bioraffinazione bastano  gli attacchi presenti nel pontile. Di conseguenza gli investimenti di 70 milioni di euro per la sua ristrutturazione stabiliti con la regione nell’accordo del 2001, non ci saranno più.   

 

Articoli correlati