Antonio Mazzeo: l’acqua della stazione Usa di Niscemi è avvelenata

“Ad attentare alla salute della popolazione di Niscemi, non sono solo le onde elettromagnetiche delle 46 antenne della stazione di radiocomunicazione satellitare della marina statunitense, ma anche l’acqua” Ad asserirlo è stato Antonio Mazzeo, giornalista e peace.maker, da sempre impegnato nei temi dell’ambiente, pace e militarizzazione, tra i primi attivisti  No-Muos.  A rendere insicura l’acqua di Niscemi sarebbe l’alta concentrazione di nitrati, e di bromato utilizzato per la disinfezione dai microbi, “Nella riserva naturale Sughereta di Niscemi – ha detto Mazzeo – insiste l’istallazione del Mobile User Objective System e del sistema satellitare ad altissima frequenza Uhf, utilizzato dalla base mlilitare statunitense. I cittadini del luogo lamentano storicamente l’insufficienza di acqua, costretti a turni idrici di 15/20 giorni, inoltre un comunicato ufficiale della base di Sigonella ordinava al personale militare di non bere più dai rubinette per l’alta concentrazione di bromato”. L’Oms ha classificato nitrati e bromati come probabili cancerogeni per gli esseri umani. “L’esistenza di alti livelli di bromato nella base di Niscemi fu rivelata dalla primavera del 2012 dal personale sanitario statunitense , per l’esattezza sono state rilevate concentrazioni alte 5/7 volte rispetto al livello permesso, ma il comando si guardò bene di informare le autorità sanitarie italiane e i sindaci dei comuni limitrofi alla base militare”. L’acqua della base viene fornita da Caltaqua, ma dalla sorgiva alla distribuzione, durante il percorso, secondo quanto scrivono gli statunitensi nel Rapporto confidenziali con i consumatori “raccoglie e diluisce al suo interno minerali , tra cui sostanze radioattive, e virus e batteri provenienti da attività umani e presenza di animali, per cui la disinfezione con il bromato diventa necessaria”. Secondo Mazzeo, inoltre nelle falde acquifere della grande stazione aeronavale ci sarebbero ancora i pericolosi inquinanti generati  nel 2002 dallo sversamento nel terreno di grosse quantità di gasolio. 

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