Caso Eni, adesso servono i fatti: finanziamenti certi e tempi chiari

“Salva Territorio”, è questo il progetto proposto da Cgil, Cisl e Uil nel corso di un incontro con i responsabili per la Sicilia di “Italia Lavoro”, società finanziata da decenni dal Ministero delle Finanze con l’obiettivo di fornire assistenza tecnica nei processi formativi e per nuovi finanziamenti. Le tre sigle sindacali, così come concordato a Roma lo scorso 21 ottobre, hanno firmato il verbale d’incontro che traccia le linee guida sugli impegni che il Governo nazionale, il Governo regionale, l’Eni e il Comune di Gela devono assumere. Impegni che devono avere un profilo istituzionale certo: mantenimento degli attuali livelli occupazionali di indotto e diretto. Ciò passa attraverso un serio, chiaro e tangibile piano industriale che crei nel sito Eni di Gela un riflesso di investimenti certi, a medio e lungo termine. Cgil, Cisl e Uil escono da un lungo periodo di scioperi, proteste, presidi e ansie da parte dei lavoratori e del territorio; il timore adesso è quello di ricadere nel tunnel dell’incertezza lavorativa. Da qui la proposta “Salva Territorio” che presenta un percorso che deve obbligatoriamente essere avviato con capitoli di spesa specifici da utilizzare per ogni singola vertenza dell’area di Gela, al fine di non perdere nessun posto di lavoro e avere tempi dell’avvio concreto degli appalti. In sostanza,le parole d’ordine sono: fatti, tempi chiari del percorso e fattibilità con iter autorizzativi completati per ogni singolo investimento.

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