Cotone di Gela come quello egiziano, appetibile per le grandi griffe

La piana di Gela riesce a creare un cotone di qualità, equivalente a quello egiziano. Il filato che si può ottenere potrebbe essere appetibile per le grandi griffe, che puntano, oltre che sul design, anche al prodotto biologico garantito da un documento di tracciabilità. Questo è quanto asserito da Francesco Vacirca, agrario, imprenditore e vice presidente del Collegio provinciale dei periti agrari, che ha sottolineato come la coltura del cotone, abbandonata 50 anni fa con l’introduzione dell’industria nella nostra città, potrebbe diventare uno dei settori trainanti dell’economia gelese. “Nel 2011 – ci ha detto Vacirca – abbiamo avviato la sperimentazione della coltivazione di questa pianta per trovare la specie più adatta ai nostri terreni, per quanto riguarda l’aspetto economico e qualitativo. Quello è stato il periodo in cui è iniziato un interesse verso la produzione di cotone che vedeva crescere le sue quotazioni”. Hanno aderito alla sperimentazione l’agronomo Salvatore Susino in C.da Burgio e l’agronomo Giuseppe Bevilacqua in c.da Settefarine. La fibra che si è ottenuta è di alta qualità, compreso i semi che sono ricchi di olio. “Pur essendo un no-food – ci ha detto Vacirca – il principale impiego di questa pianta è la fibra ma anche i semi ricchi di olio. Il cotone ha vantaggi sia agronomi, per quanto riguarda la rotazione dei terreni, necessaria per mantenerne la fertilità, sia economici per quanto riguarda il prodotto di qualità che se ne può ottenere”. Un ritorno quindi alle tradizioni, ma con strumenti moderni, macchinari per la sgranatura e la filatura che sono molto costosi e che a Gela non esistono “Il tempo per l’agricoltura si è fermato. Bisognerebbe costituire un consorzio, per risparmiare sui costi di gestione e avere più potere contrattuale. Purtroppo la piana è frammentata”. L’obiettivo di Vacirca è anche quello di sgranare e filare il prodotto nella nostra città. È evidente che la volontà di un imprenditore privato deve essere sostenuta da finanziamenti regionali e europei, per acquistare i macchinari d’avanguardia “Aspettiamo – conclude Vacirca – i bandi Pfr 2015, che abbiano tale obiettivo, per poter realizzare quella che potrebbe essere l’alternativa alla crisi che questa città sta attraversando”. 

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