Crisi indotto: interporto contro politica del far niente

“Cosa ha fatto la politica fino ad oggi e dove sono i Burocrati di Stato che ci massacrano di imposte e tasse lasciandoci anche senza lavoro?” E’ la denuncia del presidente dell’associazione interporto del golfo di Gela, Marco Fasulo, che affida il suo sfogo ad un comunicato stampa.

“La gente, si legge testualmente, non ha più il denaro per comprare gli alimenti di prima necessità. Politici e Burocrati di Stato voi state bene e avete ottimi stipendi, ma il Popolo sta male e vi chiede: cosa state facendo per risolvere la crisi degli operai dell’indotto ENI e dell’intera città di Gela? Da quello che vediamo nulla”. Una denuncia, quella di Fasulo, scaturita dal perdurare della grave situazione di stallo che ha investito l’indotto gelese, un perdurare di crisi di commesse che negli ultimi giorni ha fatto montare la protesta delle maestranze. “La città di Gela una volta ricca, continua Marco Fasulo, oggi è diventata povera e senza futuro per colpa delle vostre politiche scellerate che non favoriscono il popolo di Gela. Voi politici e burocrati che fate, vi nascondete dietro i vari Enti dello Stato colpendoci senza pietà, chiedendoci e togliendoci denari che non abbiamo e magari sequestrando le nostre case per presunte imposte non pagate o balzelli da voi inventati”. Fasulo evidenzia come il popolo di Gela è oramai stanco di soffrire ed essere vessato, un popolo, aggiunge, ammalato e senza lavoro. ” Raffineria chiusa, Porto di Gela inesistente con operatori portuali, azienda e operai dell’indotto in agonia. Le aziende chiudono senza mai più riaprire. Questa, conclude il presidente dell’interporto, è la città che avete creato. La città dei poveri disperati senza futuro”.

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