Dott. Di Caro: Rsa, poco conosciuta. E intanto rimette in piedi il poliziotto più longevo d’Italia

Ha subito un intervento chirurgico a seguito di una rottura al femore, e dopo appena un mese di ricovero all’Rsa, è riuscito a rimettersi in piedi. Il signor Francesco Callari, è arrivato alla struttura di Caposoprano con una assenza di capacità di deambulazione, ma il personale sanitario e fisioterapico è riuscito a ridonargli l’indipendenza di cui godeva fino a poco tempo fa. A dichiarare ciò è il figlio Gaetano, che parla del miglioramento del padre con molto orgoglio. Del resto il signor Francesco compirà 102 anni il 7 marzo prossimo, e l’anno scorso ha ricevuto un encomio da parte del ministro della Giusizia, come ex agente di polizia penitenziaria più longevo, con tanto di festa all’interno del carcere di Caltagirone.
Il signor Francesco viene da Niscemi, e il ricovero nella struttura della Rsa di Caposoprano gli è stato prescritto dall’Unità di Valutazione dell’Asp nissena. “Abbiamo girato tantissimo – ci ha detto il signor Gaetano – ma qui abbiamo una struttura efficiente,  dal punto di vista sanitario, organizzativo e strutturale. I miglioramenti di mio padre sono stati evidenti, grazie al  personale medico, infermieristico e fisioterapico preparato e disponibile,  con assistenza h24.”.
La struttura della Rsa di Caposoprano è stata  aperta al pubblico il primo maggio del 2014, in convenzione con l’Asp di Caltanissetta, per permettere i ricoveri di lunga degenza, fino a 12 mesi,  che possano garantire assistenza sanitaria, integrata con assistenza tutelare e alberghiera. ” “Dopo il ricovero ospedaliero, e una volta raggiunta un stabilità dal punto di vista clinico – ci ha detto Alessio Fisci, fisioterapista della struttura – i pazienti con valutazione positiva da parte dell’Unità di Valutazione dell’Asp, che necessitano di lunga degenza per la riabilitazione, vengono ricoverati nella nostra struttura, in modo da liberare negli ospedali posti da adibire a pazienti con urgenze ortopediche e chirurgiche. Qui hanno a diposizione uno staff medico e fisioterapico”. Si tratto di un servizio gratuito, finanziato dall’Asl. “Tra l’altro – ha aggiunto Fisci – non esiste la  riabilitazione negli ospedali, e l’alternativa alle Rsa diventano le strutture a pagamento”. Sono 38 i posti letto a disposizione dei pazienti, divisi in 19 stanze con bagno in camera. All’interno della struttura vi è un cardiologo, un geriatra, due terapisti, personale medico, motricisti, infermieri e  osa h24 con assistemza continuativa, inoltre psicologi, animatrici,  e parrucchiera  una volta a settimana. Oltre alla sala di riabilitazione e la palestra, i pazienti possono dedicarsi alle attività ricreative all’interno della sala con tv e cineforum, e hanno a disposizione anche una cappella.  Una struttura, quella di Caposoprano, che non è ancora molto conosciuta, nonostante i grandi traguardi che si sono raggiunti,. I ricoverati, infatti,  arrivano a 28. “Questa è una struttura per pazienti che hanno bisogno di assistenza fisica e psichica – ha detto il dott. Rocco Di Caro, cardiologo e direttore sanitario della struttura –  l’accesso avviene con richiesta da parte dei medici, sia di famiglia ma principalmente ospedalieri. Le Rsa nascono con lo scopo della riabilitazione fisica e psichica, sono sorte in Sicila da pochi anni, mentre al nord esistono da 30 anni.
Oggi – continua il cardiologo – costituiscono  una valvola di sfogo per gli ospedali che devono ridurre la degenza, dopo un ictus c’è l’obbligo di tenere i pazienti il meno possiile per essere avviati ad  una struttura come questa, ma ciò non è entrato nella mentalità sia dei pazienti che dei medici. Abbiamo una sorta di inerzia, abbiamo bisogno di tempo per metabolizzare questa novità. La struttura deve essere sfruttata al massimo della sue possibilità, speiramo che entri nella cultura dei paziente e medici”. Intanto nei cinque mesi di attività la struttura di Caposoprano ha raggiunto grandi risultati, riuscendo a mettere in piedi pazienti, provenienti da diversi paesi della Sicilia orientale, che avevano subito ictus devastanti.

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