FAST: riconoscere l’ictus e salvare la vita

“Quando l’ictus ha mandato a gambe all’aria la mia vita io mi sono sentito come un condottiero sbalzato da cavallo. Ma, il mio orgoglio e le mia volontà, mi hanno imposto di reagire”. Cosìil prof. Gianni Bonadonna, oncologo di fama mondialepadre dell’oncologia medica moderna, parladella sua battaglia contro l’ictus che lo ha colpito all’età di 59 anni e che lo ha portato improvvisamente dall’altra parte della barricata, da luminare della scienza medica a paziente.

Molte altre personalità illustri erano state prima di lui colpite da questo terribile male. Per citarne alcuni: da Baudelaire a Verdi, da Verga a Quasimodo fino ad arrivare ad Enrico Berlinguer, colto da malore mentre comiziava.

Cos’è l’ictus?

Cerchiamoquindi di capire in maniera molto semplice qualcosa in più su questa terribile malattia. Qualcosa ce laracconta proprio la parola, ictus, che in latino significa “colpo” e ci testimonia come questa patologia colpisca in maniera rapida, repentina e senza dolore.

Dal punto di vista fisiopatologico l’ictus è causato da un’ischemia (mancatoafflusso di sangue) che colpisce un’area più o meno vasta del nostro cervello. Distinguiamo principalmente due forme, le più frequenti:

  • Ictus ischemico: costituisce lamaggioranza dei casi ed è imputabile all’occlusione di uno dei vasi che portano il sangue all’encefalo. Il meccanismo dell’occlusione può esserriconducibilea diverse cause.
  • Ictus emorragico: uno dei suddetti vasi cerebrali si rompe e causa un’emorragia cerebrale. Questa danneggia quindi in due modi le cellule cerebrali: da un lato determina un ridotto apporto di sangue al cervello e dall’altro una compressione ai danni dello stesso. L’ipertensione arteriosa è uno dei principali rischi per questa forma di ictus

L’ictus in numeri

  • In Italia l’ictus è la terza causa di morte, dopo le malattie ischemiche del cuore e le neoplasie
  • Ogni anno si verificano in Italia circa 196.000 ictus, di cui il 20% sono recidive.
  • Solo il 25% dei pazienti sopravvissuti ad un ictus guarisce completamente, il 75% sopravvive con una qualche forma di disabilità
  • L’ictus è più frequente dopo i 55 anni, la sua prevalenza raddoppia successivamente ad ogni decade; il 75% degli ictus si verifica nelle persone con più di 65 anni

(Fonte: Ministero della salute)

Quali sono i sintomi dell’ictus?

La sintomatologia dell’ictus risulterà quindi multiforme a seconda dell’area cerebrale colpita dall’ischemia, ed i sintomi possono essere quindi numerosi e differenti tra loro. Per citarne solo alcuni: difficoltà a parlare, stato confusionale, perdita dell’equilibrio, impossibilità a muovere gambe e/o braccia, disturbi visivi, alterata sensibilità e formicolii a carico di un braccio, una gamba, o entrambi.

Come riconoscere un ictus?

I dati riportati sopra (ictus in numeri) ci fanno comprendere quanto sia importante riconoscere e trattare tempestivamente questa patologia per cercare di ridurre al massimo i rischi per la vita del paziente ed i danni permanenti che questa patologia può causare. I paesi anglofoni hanno sviluppato un test facile da ricordare e da eseguire chiamato FAST, che ha una utile sovrapposizione con la parola inglese fast, che significa rapido. La rapidità di intervento nei pazienti colpiti da ictus è infatti essenziale, risultando determinante per la vita e la prognosi di chi si ammala di questa patologia. Vediamo questo semplice test salvavita più nel dettaglio

 

Face   (faccia)

Chiedere alla persona di sorridere o mostrare i denti. La bocca è storta o gli angoli pendono verso il basso?

 

Arm   (braccio)

Chiedere alla persona di tenere entrambe le braccia in avanti orizzontalmente. Un braccio è più basso dell’altro o cade giù?

 

Speech (linguaggio)   Formulare alla persona delle semplici domande (come si chiama, che giorno è, ecc) e analizzare la risposta. Il linguaggio è scoordinato o confuso e la risposta è incomprensibile?

 

Time (tempo)

Anche solo un “si” su 3 dei precedenti è un forte campanello d’allarme quindi non perdete tempo! E’ importante chiamare quindi nel più breve tempo possibile i soccorsi (118)

Queste semplici procedure possono consentire di non minimizzare la sintomatologia di un TIA o di un ictus, recuperando tempo prezioso che può risultare determinante per la sopravvivenza di una persona colpita da ictus o per ridurre danni che potrebbero risultare debilitanti per l’autosufficienza e la qualità di vita della stessa.

Quindi ricordate: siate FAST (veloci)! Anche un minuto può essere prezioso per salvare la vita di una persona vittima di ictus.

Il TIA: un nemico da non sottovalutare

Da menzionare accanto all’ictus è certamente il TIA (attacco ischemico transitorio). A differenza dell’ictus infatti in questo caso l’ischemia è momentanea e i sintomi, sebbene sovrapponibili a quelli dell’ictus, sono reversibili e durano meno di 24 ore (mentre nell’ictus possono durare di più). Oltre all’impossibilità di differenziare le due forme da sé, anche nel caso del TIA è necessario rivolgersi tempestivamente al medico, in quanto questo può rappresentare un campanello d’allarme di un ictus che potrebbe sopraggiungere in breve tempo.

Ictus, imparare a difendersi

Esistono numerosi fattori di rischio che possono aumentare il rischio di insorgenza di ictus e TIA. Su alcuni di questi è impossibile agire (età avanzata, familiarità, razza nera) ma altri sono invece riconducibili ad abitudini errate e quindi correggerli diventa fondamentale per ridurre il proprio rischio personale di rimanere colpiti da ictus. Se ne elencano di seguito alcuni dei principali:

  • Fumo di sigaretta
  • Consumo eccessivo di alcool
  • Uso di droghe (cocaina, amfetamine)
  • Dieta ricca di grassi
  • Sedentarietà
  • Obesità
  • Ipertensione arteriosa

Diventa quindi fondamentale prevenire l’ictus seguendo queste semplici regole:  

        – ridurre l’apporto di sale nella dieta, consumando non più di 5g di sale al giorno

        – regolare la dieta, preferendo quella mediterranea (elevato consumo di frutta, verdura,cereali e cereali integrali ed un consumo regolare di pesce)

        – smettere di fumare

        – prevenire stili di vita sedentari, svolgendo attività fisica regolare; anche una camminata di 30 minuti al giorno può essere sufficiente

        – fare dei controlli periodici (tenere sotto controllo la pressione arteriosa, glicemia, profilo lipidico)

        – moderare l’assunzione di alcool

        – ridurre il consumo di grassi e condimenti di origine animale, sostituendoli conquelli di origine vegetale (in particolare olio extravergine di oliva)

Il vostro medico vi aiuterà e consiglierà in questo percorso di prevenzione

Saperne di più – Risorse online:

Glossario

  • TIA Sindrome caratterizzata dall’esordio improvviso di sintomi riconducibili ad un “malfunzionamento” cerebrale di durata inferiore a 24 ore e di origine vascolare 
  • Ictus   Sindrome caratterizzata dall’esordio improvviso di sintomi riconducibili ad un “malfunzionamento” cerebrale di durata superiore a 24 ore e di origine vascolare 
  • FASTTest per la rapida valutazione di sintomi riconducibili ad Ictus e TIA; Face (faccia), Arm (braccio), Speech (linguaggio), Time (tempo)
  • Ischemia   Deficiente apporto di sangue in un distretto più o meno limitato dell’organismo

Le informazioni pubblicate in questo articolo sono a scopo informativo e non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Articoli correlati