Furto di gasolio, 24 indagati. “Attività consolidata in città, che tutti conoscevano”

Rubavano abitualmente carburante nella raffineria, che veniva immesso nel mercato ad un  euro al litro. Per tale motivo sono state emesse nove misure di custodia cautelare dal Gip del tribunale gelese, Veronica Vaccaro, su richiesta del Pm Antonio D’Antona, ed eseguite dalla Guardia di Finanza di Gela Nel mirino sono finiti alcuni dipendenti della dell’impresa Eureco, che opera nel settore del disinquinamento marino, lungo l’area antistante il litorale gelese . L’attività andava avanti da anni ed i responsabili erano dotati di recipienti molti capienti . Le ordinanze di custodia cautelare in carcere hanno interessato Rocco Bagnato, 65 anni; Giuseppe Caci, 32 e Antonino Di Modica, di 40. Domiciliari per Marco Salvatore Scilio, 24 anni. Tutti di Gela. L’organizzazione oltre al furto di carburante si occupava anche di furto di altri materiali come piattaforme galleggianti, panetti di piombo e tubature di rame, che poi rivedeva dietro ordinazione. In tutto sono stati  trafugati almeno 3000 litri di carburante. Un’attività molto diffusa a Gela, ben consolidata che andava avanti da anni. Le indagini hanno consentito di far luce su alcuni danneggiamenti commessi all’interno del porto rifugio di Gela. Nell’ambito dell’inchiesta sono state sequestrate un’automobile, un furgone ed un’imbarcazione utilizzati per il trasporto del carburante rubato. Sull’imbarcazione vi era montato un motore a sua volta rubato da un altro natante attraccato nel porto rifugio gelese. I documenti erano stati falsificati. Sul registro degli indagati sono finite 24 persone che risponderanno di  furto pluriaggravato, ricettazione, simulazione di reato, danneggiamento e falso. “In paese tutti sapevano – ha detto Massimo Devito, comandante della Guardia di Finanza – abbiamo preso a piene mani la questione anche in conseguenza delle denunce che venivano fatte da chi subiva i danneggiamenti. Abbiamo aperto un’indagine più vasta che ha evidenziato come il fenomeno fosse enorme e coinvolgeva tutta la zona marittima gelese. Dietro vi era un meccanismo collaudato, che portava un ingiusto profitto ad alcuni”. ” Purtroppo – ha riferito la dott.ssa Lucia Lotti, procuratore delle Repubblica del Tribunale gelese –  ci sono resi conto che tali attività predatorie di questi soggetti che operavano in ambito portuale, marino o dell’a raffineria erano numerose. Si trattava di un vero e proprio fenomeno e abbiamo deciso di investire in una attività intensa che ci permettesse e di ricostruire la filiera che alimentava un mercato parallello, furto e vendita di gasolio e metalli. Anche se non è facile ricostruire i singoli episodi e le singole  responsabilità”

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