Il governo Crocetta difende l’accordo con Eni

Il governo Crocetta difende  in Parlamento gli accordi firmati con l’Eni a novembre. Il vice presidente della Regione, Mariella Lo Bello,  ha consegnato ai parlamentari il testo dei protocolli e una relazione, sostenendo che le trivellazioni a mare “non sono affatto inquinanti” e che anzi rappresentano “una opportunità di sviluppo per la Sicilia, grazie allo sfruttamento dei giacimenti di oro nero e gas al pari dell’oro rosso che è  rappresentato dal nostro sole». Lo Bello, al suo debutto in alula, ha spiegato che la Regione nel 2013 ha incassato 56 milioni di royalties e 74 milioni di imposte, sottolineando che «gli accordi firmati dal governo prevedono che anche le piattaforme offshore, così come quelle su terraferma, debbano essere giuridicamente gestite da società con sede legale nell’isola, in modo che le tasse siano pagate in Sicilia». In particolare, l’accordo con Assomineraria e le società Eni, Edison e Irminio prevede investimenti, in quattro anni, pari a 2,4 miliardi «valorizzando progetti già autorizzati  per la creazione di 7 mila posti di lavoro». Il dibattito sulle trivellazioni, è stato rinviato a martedì prossimo

 

 

Articoli correlati