Mamma di Loris: da madonna a demonio. E intanto spunta un falso profilo Facebook colpevolista

L’Italia si è  ritrovata davanti ad una madre affranta dal dolore più crudele: il suo figlioletto, Loris, ucciso con una brutalità disumana. Nei primi momenti la piccola città ragusana ha innescato il moto di vera pietà nei confronti dei quella giovane mamma, Veronica, madonna addolorata di questi tempi osceni. Lei come la mamma di Denise, di Yara, di Sarah, di Chiara. Di lei hanno parlato tutti come di un’eroina, una martire, amata e compatita. Nella piccola Santa Croce, nei primi giorni, a quel sentimento di compassione si aggiungeva la paura per il “mostro pedofilo” che avrebbe potuto colpire ancora sui propri figli. Fino a quando le incongruenze e le bugie emerse dall’inchiesta, hanno fatto uscire Veronica dalla cerchia delle sante, per farla entrare in quella che si può considerare la sala d’attesa degli eventi, dei chiarimenti, della verità. Ma già nel piccolo paese tutti sono convinti della  colpevolezza della giovane donna che ha sempre sofferto di depressione. E i cittadini hanno quasi tirato un sospiro di sollievo a credere che nessun mostro si aggiri per le strade di quel piccolo centro. Un paese che sta ritornando nella sua tranquillità, si aspetta solo che i sospetti trovino una conferma immediata. E intanto mentre il profilo facebook di Veronica è stato oscurato, qualcuno ieri ha pensato bene di creare un falso profilo col il nome “Veronica Panarello comico”. Un falso profilo colpevolista, che conteneva oltre alla foto della donna, del marito e del bambino, decine di frasi con accuse.  “C’è poco da commentare, è lampante, siamo tutti dello stesso parere, non basta mettere al mondo un figlio per essere madre”. Qualcuno aveva scritto.  Un altro aveva postato: Il Natale è vicino lo festeggerai dietro le sbarre, spero dal 2014 fino al resto della tua vita”. E ancora “È un dramma nel dramma. Gli occhi di tuo figlio mi hanno tolto la serenità. Non riesco a non pensarlo piccolo angelo”. Intanto anche nella giornata di oggi è sulle fascette che si pensa sia la chiave di tutto, quelle che avrebbero potuto soffocare il bambino, e i cui segni sono stati ritrovati su suoi piccoli polsi. Un passaggio un po’ strano, la consegna di queste fascette alle maestre, senza che da queste ne era stata fatta richiesta, e adesso si scopre che anche Veronica tempo fa tentò il suicidio con una fascetta di plastica. Ma ancora Veronica continua a professare la sua innocenza: “Mi hanno già processata e condannata. Ma io sono innocente e ho detto la verità. L’ho detto e lo ripeto: quella mattina ho portato Loris a scuola”.

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