Messinese: prosegue la protesta a difesa dell’ospedale. Oggi lettera di denuncia

Anche oggi continua la protesta del sindaco Domenico Messinese a difesa dell’ospedale “Vittorio Emanuele”. Contestualmente é partita anche una petizione popolare voluta dai cittadini nel gazebo installato dal sindaco.

Con una lettera aperta a firma del primo cittadino i problemi dell’ospedale gelese oggi saranno denunciati anche alle massime autorità nazionali.

Nel documento verrà inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al premier Paolo Gentiloni e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, viene invocato un intervento forte a tutela dei servizi sanitari sempre più ridimensionati al “Vittorio Emanuele”.

Contestualmente si chiede l’invio dei commissari del competente dicastero per fare luce su ammanchi finanziari e gestione dell’Asp. Inoltre come condiviso con la Commissione Consiliare alla Sanità e con l’intero Consiglio Comunale, il sindaco di Gela denuncia l’assenza dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), istituiti nel 2001 con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e che avrebbero dovuto normare le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini.

Vengono richieste poi più strutture in cui trattare i disabili, nonché i soggetti affetti da neuropatologie, un reparto oncologico d’eccellenza, un pronto soccorso efficiente che abbia quindi un codice H, per i soggetti affetti da disabilità, centri di riabilitazione nonché integrazione. Un passaggio importante è riservato infine alle promesse disattese dell’Asp, con particolare riferimento all’Unità di Terapia Intensiva Neonatale e al centro di senologia multidisciplinare.

Il territorio di Gela infatti, è stato dichiarato «area a elevato rischio di crisi ambientale» con delibera del Consiglio dei ministri del 30 novembre 1990, per cui successivamente è stato redatto ed approvato, con DPR del 17 Gennaio 1995, il «Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della Provincia di Caltanissetta», nel quale ricade anche il territorio di Gela, che è stato, sempre successivamente, dichiarato Sito di Interesse Nazionale (SIN), perimetrato con decreto del Ministero dell’ambiente del 10 gennaio 2000. “È intollerabile – ha esclamato il sindaco di Gela – che si combatta per l’avvio delle bonifiche dei territori e non si garantiscano le cure ai suoi abitanti per i danni indotti”.

 

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