Tagli finanziari e carenza di personale, l’ospedale “Vittorio Emanuele” non gode di buona salute

Reparti ridotti al lumicino, tagli finanziari, carenza di personale, disparità di trattamento con il capoluogo dell’ex provincia. Insomma, pare proprio il caso di dirlo, le condizioni di salute dell’ ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela non sono proprio ottimali.

Un gioco di parole che non riesce purtroppo a sdrammatizzare una situazione particolarmente seria. Gela è tra le aree dichiarate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ad alto rischio ambientale eppure deficita nel servizio di oncologia. Appesa ad attese interminabili che si moltiplicano, continuando a lasciare l’amaro in bocca ai cittadini.

Si aspettano ancora l’apertura dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale, l’attivazione di un reparto di senologia all’avanguardia. Di contro però il drastico ridimensionamento del reparto di Malattie Infettive e adesso una nuova vittima: il centro trasfusionale.

Per queste e altre ragioni è scattata dunque la protesta davanti all’ospedale, a Caposoprano, dove è stato allestito un gazebo.

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