Tre avvisi di garanzia, dopo il sequestro dei siti minerari di San Cataldo

Oltre al provvedimento di sequestro dei tre siti minerari dismessi denominati Bosco, Piano 1 e Piano 2, eseguito ieri mattina a San Cataldo dai militari del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) e dai Carabinieri di Palermo, supportati da quelli di Caltanssetta, sono stati emessi tre avvisi di garanzia nei confronti di C.F. classe 1943, T.D, classe 1975 e L-M, classe 1969, per reato di discarica non autorizzata e, per estensione, anche quello di disastro innominato colposo.

I provvedimenti sono stati emessi su richiesta avanzata dalla procura di Caltanissetta, sulla base degli esiti investigativi forniti dai Carabinieri del Noe di Palermo. Indagini che sono andate avanti per due anni e hanno richiesto diverse ispezioni.
I tre, tutti dipendenti pubblici, avrebbero dovuto attivarsi per dare corso alle operazioni di messa in sicurezza e bonifica delle aree sequestrate. In quest’ultime sono stati trovati ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi e non, derivanti dallo stato di abbandono dei capannoni industriali, che hanno come coperture lastre di cemento-amianto, deteriorate, in parte crollate, per cui pericolose per la dispersione eolica delle fibre. Inoltre nell’area del sequestro sono stati ritrovati rifiuti costituiti dallo stoccaggio, per effetto del mancato smaltimento nel tempo dell’attività estrattiva, e del loro trattamento di tali tipologia di rifiuti. Un riscontro parzialmente positivo dell’indagine è costituito dal fatto che acque e aria non hanno evidenziato un tasso di inquinamento pericoloso per la salute pubblica e per la salubrità dell’ambiente. Pericoloso invece risulta l’attuale stato del sito all’esterno per l’amianto dismesso e divenuto friabile a causa degli agenti atmosferici. Ciò rende necessario un intervento da effettuare in brevissimo tempo da parte dell’amministrazione pubblica.

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