Udienza sui ricorsi riguardanti il Muos. Il Tar deciderà entro un mese

Il Tar di Palermo ha tenuto oggi una nuova udienza sui quattro ricorsi relativi al Muos, il sistema di comunicazioni satellitari della Marina militare statunitense installato in c.da Sughereta a Niscemi, ma non ha preso ancora nessuna decisione. Secondo fonti giudiziarie, il Tribunale amministrativo potrebbe pronunciarsi in un arco di tempo variabile tra due settimane e un mese. Uno dei ricorsi e’ stato proposto dal Comune di Niscemi che chiede la revoca delle autorizzazioni concesse per la costruzione del Muos, ritenute illegittime, e rilasciate dalla Regione nel giugno 2011. Un secondo e’ stato presentato da Legambiente e dal comitato No Muos che sollecitano l’annullamento del provvedimento con cui la Regione il 24 luglio scorso ha revocato i provvedimenti di revoca delle autorizzazioni disposta il 29 marzo del 2013, lasciandole pertanto in vigore. Gli altri due ricorsi sono invece del ministero della Difesa, che si e’ opposto sia alla revoca delle autorizzazioni decisa dalla Regione (che comunque l’ha gia’ annullata) sia alla sospensione dei lavori (anche questa gia’ revocata). Il ministero, inoltre, chiede un risarcimento dei danni. Durante l’udienza, gli attivisti No Muos hanno tenuto un presidio davanti alla sede del Tar.  Al sit-in di stamani a Palermo hanno partecipato, oltre agli attivisti No Muos, anche le associazioni ambientaliste e antimafia. Hanno protestato sulla legittimità delle autorizzazioni del sistema di radio-telecomunicazioni satellitari ad altissima frequenza della Marina militare statunitense realizzato a Niscemi. Lamentandosi del fatto che la magistratura si sia occupata solo di indagare sul ruolo degli attivisti e che nessun organo istituzionale si sia veramente occupato della questione del Muos. E’ stato condotto, proprio su richiesta del Tar, uno studio da Marcello D’amore, professore alla Sapienza di Roma che non ha escluso che l’installazione satellitare non sia dannosa sia per il territorio che per gli abitanti. Secondo gli attivisti inoltre la costruzione del Muos è iniziata prima del rilascio dell’autorizzazione da parte del Parlamento e tutto ciò è illegale e incostituzionale.
 

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