Uno slogan contro le discriminazioni dovute al virus ebola

“Sono Liberiano, non un virus”. È questo lo slogan degli africani contro la discriminazione nei loro confronti causata dall’ebola, la nuova malaria che ha colpito quasi novemila e duecento persone, uccidendone più di quattromila e cinquecento, così come testimoniano i numeri dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Una campagna di sensibilizzazione che, attraverso le foto, le voci e le immagini di Dallas Clarke Solomon, vuole coinvolgere anche i nativi di altri luoghi colpiti dal virus letale. “Viviamo in regioni che sono state devastate dalla malattia, ma non siamo infetti”. Un grido di rabbia contro uno stereotipo che si sta diffondendo a macchia d’olio e che rischia di stigmatizzare intere popolazioni.
La campagna contro il pregiudizio legato alla paura per il contagio dell’ebola è diventata subito virale sui social network, in cui è possibile condividere questo importante messaggio di solidarietà. “Ricordate: siamo esseri umani. Non virus”.

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