1° Maggio: sindacati uniti a Pozzallo, tra immigrazione e integrazione

“Saremo a Pozzallo quest’anno per la festa del Primo Maggio, per celebrare insieme ai diritti dei lavoratori, anche solidarietà e integrazione verso chi è in fuga da guerra e disperazione”. Lo annunciano il segretario Emanuele Gallo della Ust Cisl di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, insieme a Giuseppe Mastrosimone presidente dell’Anolf (Associazione Oltre la frontiera),  Ilenia D’Antona per il Coordinamento Donne Cisl che hanno deciso di organizzare un pullman per cinquanta persone, tra sindacalisti e migranti, che si recheranno in provincia di Ragusa. “La solidarietà fa la differenza. Integrazione, lavoro, sviluppo. Rispettiamo i diritti di tutti, nessuno escluso”.  E’ questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil, per celebrare la festa del 1°maggio, che quest’anno si svolgerà a Pozzallo. “Un luogo simbolo dell’immigrazione come lo è Caltanissetta che ospita il Centro Accoglienza di Pian del Lago e da anni si confronta con il fenomeno migratorio”. E proprio dal capoluogo nisseno l’Anolf, associazione che da vent’anni opera per i diritti e l’integrazione dei migranti, insieme alla Cisl intendono portare alla manifestazione di Pozzallo “un forte messaggio alle istituzioni, in particolare all’Unione Europea che non può rimanere alla finestra davanti a questa immane tragedia”. Lo affermano Emanuele Gallo, segretario Ust Cisl , Giuseppe Mastrosimone, presidente Anolf e Ilenia D’Antona per il Coordinamento Donne Cisl. “La Cisl – proseguono – chiede con forza misure urgenti per evitare altre vittime del mare”. “La manifestazione del Primo Maggio a Pozzallo – proseguono Gallo, D’Antona e Mastrosimone – nasce in primis per ribadire l’impegno umanitario del sindacato, per affermare con determinazione che non si può assistere ancora alla perdita di vite umane. Per farlo, occorre che l’Italia, la Sicilia ed i territori maggiormente interessati dal fenomeno dell’immigrazione siano sostenuti e dotati di mezzi adeguati a far sì che la presenza di migranti sia una risorsa per la società e non emergenza da scaricare sui cittadini”.

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