11.09.2001 – 11.09.2015, in ricordo dell’attacco all’America dopo quattordici anni

Era l’11 settembre del 2001, una data drammatica che il mondo non potrà mai dimenticare. Un dolore americano che gli anni che verranno non potranno di certo lenire.

L’attacco alle Torri Gemelle, nel quale persero la vita quasi tremila persone e ne rimasero ferite più di seimila, ha segnato il volto cattivo della storia, quella che non conosce pietà e si alimenta solo di odio e potere. Da quel giorno sono trascorsi quattordici lunghi anni, già tanti per chi non ha smesso di combattere, ancora pochi per chi in quell’attentato perse il marito, la moglie, il figlio, l’amico o il collega. Quel martedì mattina, diciannove terroristi presero il comando di quattro aerei di linea in viaggio verso la California, dirottando due Boeing 767 contro le torri del World Trade Center, il volo American Airlines 77 contro il Pentagono e quello United Airlines 93 contro il Campidoglio o la Casa Bianca, tentativo di dirottamento fallito visto che l’aereo precipitò nei pressi di Shanksville, in Pennsylvania. Nel giro di pochi minuti, la notizia fece il giro del mondo. Le nostre televisioni iniziarono a trasmettere immagini scioccanti di quello che accadeva. La torre nord che fumava, poi lo schianto di un secondo aereo contro la torre sud, le urla, la gente disperata che si lanciava dalle finestre di quei grattacieli e poi il crollo, davanti agli occhi ciechi di telecamere e telefonini. Il crollo di fronte alla paura e allo sconcerto di quanti guardavano inermi venir giù un pezzo d’America. “La nostra libertà è stata attaccata da un codardo senza volto – aveva affermato l’allora Presidente Bush, visibilmente provato, alla sua gente – la determinazione della nostra grande nazione è stata messa alla prova. Supereremo questa prova”. Parole che hanno già fatto la storia del mondo e che sono entrate a far parte dei libri di scuola. E si sa, quando qualcosa si vive e si vede coi propri occhi, un racconto, per quanto drammatico, non è mai soltanto un racconto.