21 anni dalla Strage di via D’Amelio e non si sa chi è stato. A Gela gli striscioni di Forza Nuova

Anche a Gela gli striscioni sulla Strage via D’Amelio: “24 anni e non si sa chi è Stato”. Questa è l’accusa di Forza Nuova,  che in Onore a Paolo Borsellino, ha affisso gli striscioni nelle città siciliane di  Palermo, Catania, Agrigento, Scicli, Gela, Niscemi, Barrafranca, ChiusaSclafani e Militello in Val di Catania. 
“L’urgente strage di via D’Amelio (come la definisce il testimone di giustizia Gioacchino Basile), immediatamente successiva a quella di Capaci, presenta, come la precedente, modalità davvero eccezionali per non godere di mandanti e coperture ben più potenti di quelle di qualche singolo frammento deviato dello Stato”, afferma Giuseppe Bonanno Conti, dirigente nazionale di Forza Nuova.
” Nella lettura di quegli anni, però, non facciamo riferimento all’ipotesi della trattativaStato-mafia. Ritenere che le contiguità siano limitate alla singola fase storica della cosiddetta trattativa – spiega Giuseppe Provenzale, vicesegretario nazionale del Movimento e responsabile in Sicilia – è la teoria madre di tutti i depistaggi, utile a creare una cortina fumogena protettiva attorno a quell’articolata “Entità” – così la chiamò una volta Veltroni – che, formata da massonerie, Servizi, mafie, antimafie e caste di ogni genere – magistratura compresa – ha agito dietro tutte le stragi italiane per auto stabilizzarsi e gestire a più mani i
grandi appalti; ecco perché di nessuna strage è dato conoscere la verità: è in gioco la sopravvivenza di un sistema che ha sempre la stessa natura, anche se non fa più ricorso all’esplosivo e al braccio armato di ‘cosa nostra’ “.
“Lanciamo senza peli sulla lingua il nostro atto d’accusa – conclude Bonanno Conti – e rendiamo i dovuti onori a Borsellino, e alle altre vittime di quella strage, che, con Falcone, fu uno dei pochi a voler davvero contrastare quel sistema articolato che ne volle la morte per poi piangere lacrime di coccodrillo”.