Lirio Abbate e “La lista. Il ricatto alla Repubblica di Massimo Carminati” al Be Cool Beach di Gela

 

Nel 2012 Lirio Abbate da il via ad un’inchiesta che nel dicembre 2014  viene rivelata e diffusa a mezzo stampa. Inutile dirvi che farà tremare tutti investendo politici e rappresentanti delle istituzioni.

Nell’ultimo libro- inchiesta di Lirio Abbate ,” La Lista” ,siamo nel Luglio 1999.

Massimo Carminati svuota il caveau della banca all’interno della città giudiziaria di Roma, senza forzare porte, senza che scatti un allarme.

Con tutta calma, lui e il suo commando, svuotano alcune cassette di sicurezza di una banca che dovrebbe essere una fortezza.

È un colpo da 18 miliardi ma Carminati, allora sotto processo per l’omicidio Pecorelli, non cerca i soldi.  Ha nelle sue mani una lista di 147 cassette di sicurezza che corrispondono a 147 nomi di avvocati, magistrati e funzionari, alcuni di loro collegati a fatti misteriosi quali: la strage di Bologna alla P2, dal delitto Pasolini all’omicidio Pecorelli, dalla Banda della Magliana a Cosa nostra.

Il colpo al caveau da a Carminati la possibilità di impossessarsi di documenti importantissimi per cominciare il suo ricatto ma segna la storia criminale di Roma che Lirio Abbate scoperchia.

Dove può arrivare a penetrare la corruzione?

Ieri sera Lirio Abbate ce lo ha detto al Be cool beach di Gela, confermando ciò che tutti pensiamo e non abbiamo, ancora una volta, il coraggio di ammettere. Sul ricatto si fondano molte storie politiche della nostra bell’Italia.

Massimo Carminati, Giuseppe Fasciani, Michele Senese e Peppe Casamonica.

Sono i 4 nomi su cui Lirio Abbate è riuscito a costruire una mappa. La mappa di un telaio che a Roma ha attecchito e ha messo radici profonde  riuscendo a tenere sotto scacco una città come Roma senza che la gente, la politica abbia mosso un mugolìo.

Il libro nero della Prima Repubblica non si è mai chiuso,è solo illusione di un’intera nazione che si convince che lo Stato non c’entri, che almeno lui sia pulito.

A cosa era finalizzato il furto di Carminati ? Ci sono tra  le vittime (?) alte cariche dello Stato a cui sono stati sottratti documenti scottanti “utilizzabili per ricattare la vittima o terzi” scrive il tribunale di Perugia.

Non sappiamo se Carminati ha raggiunto i suoi scopi.

Nessuno dei derubati, però, si è costituito parte civile. È chiaro che questo furto nasconda un quadro criminale sconcertante.

Lirio Abbate ha mostrato con questo libro le connivenze fra politica e criminalità, definendolo “Il mondo di mezzo”.

Narra di questa gente perfettamente cosciente del suo ruolo che è stata abituata ed ha abituato a far valere i propri interessi con la forza, con metodi mafiosi interrelati ormai nel nostro vivere quotidiano come facenti parte di un sistema impossibile da scardinare.

Inutile parlare della grandezza giornalistica e morale di Lirio Abbate che ha condotto un’inchiesta encomiabile, non  vanta capacità eroiche e dice  di aver fatto solamente il suo lavoro, nonostante l’esilio forzato, la scorta, le privazioni.

 

“Ognuno deve fare la propria parte- ci dice- Occorre allontanarsi dalla cultura omertosa e mafiosa.
Occorre essere partecipi per non essere piegati in futuro dalle mafie che di questo passo saranno proiettate a gestire il futuro dei nostri figli. Prima che sia troppo tardi”.

L’incontro è stato organizzato e condotto da Fabrizio Parisi, giornalista e direttore del Quotidiano di Gela. Alla fine della serata Roberto Collodoro, noto artista gelese ha voluto donare una splendida litografia che ritrae Peppino Impastato, giornalista e attivista siciliano che esattamente come Lirio Abbate non ha avuto paura della mafia, la serata è stata condita da piacevoli interventi musicali.