#noisiamofarmculturalpark e voi?

Sulla Sicilia e i suoi abitanti si scrive da millenni. Bene e male in questa terra si amalgamano e scontornano vicendevolmente.

I siciliani poi sono in continuo dissidio, travagliati da odio e amore. E c’è come scriveva Bufalino una sicilia “babba” e una “sperta”, dormigliona, frenetica  e poi c’è una Sicilia che recita la vita come un canovaccio, un perfetto copione da carnevalata a cui i siciliani ci hanno abituato.

Oggi voglio raccontarvi l’ennesima carnevalata tutta siciliana.

Vi ricordate la Farm Cultural Park?

Un bel giorno un notaio definito “pazzo”  ha scelto Favara, paese d’origine della sua consorte, invece che Parigi, Milano o Londra per provare le condizioni per vivere bene nella comunità di appartenenza.

Favara. Avete presente cos’è Favara? È un paesino di poco più di 32 mila abitanti della provincia di Agrigento, un posto che definirlo infognato è poco.

Il notaio “pazzo” insieme alla moglie decidono, pazzamente,  di fondare un centro culturale, il primo parco turistico culturale in Sicilia la Farm Cultural Park per l’appunto.

Riconosciuto dall’Unione Europea, La Farm  diventa in poco tempo luogo di incontro di artisti che espongono le loro opere, crea flussi turistici, smuove, fa parlare di sé, trasforma un paesino in centro propulsore di attività culturali, ridisegna il volto di una città in cui un siciliano non sarebbe passato neanche per sbaglio, attrae turisti da tutto il mondo.

Ma ora che accade? Due opere sono state bollate come abusive e dovranno essere rimosse entro 90 giorni per la Rimessa dei luoghi in ripristino così cita l’ordinanza.

Il che appare paradossale perché quei “luoghi” prima di Farm non potevano considerarsi tali neanche nel nome erano solo vuoti urbani, tronfi di degrado e sporcizia.

E poi,non vi pare paradossale parlare di “abusivismo” a Favara?

La stessa, infatti, era conosciuta in Sicilia e poco oltre solo ed esclusivamente per questo, prima dell’arrivo di Farm si intende.

Ma  alle parole “Occupazione del suolo pubblico”, il  web si è mobilitato , ed è da poche ore attiva la petizione Pro Farm.

Si Firma, per chiedere il ritiro dell’ordinanza e per far sentire la vostra voce, quella del cambiamento. L’hastag è stato lanciato, #noisiamofarmculturalpark.

Il problema, purtroppo, qui resta sempre lo stesso. La Sicilia ha tutto ma le manca il resto.