A Caltanissetta il Polo Oncologico, mentre Gela fornisce i pazienti

“A Gela le malattie, a Caltanissetta i servizi”, questo avevano scritto i compomenti del Comitato per lo sviluppo dell’area gelese, nel lontano 2011, in uno striscione esposto davanti la radioterapia. Purtroppo fino a oggi la situazione non è mutata.  Oggi a Caltanissetta sembra essere destinato il polo oncologico, nonostante nella città di Gela si continui a morire di Tumore. Insomma quella famosa carta che si riferisce alla L.R. del 6 febbraio n. 10, che avrebbe dovuto destinare il polo oncologico nei presidi ospedalieri ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio ambientale, non è stata applicata per Gela. Insomma la legge è rimasta sulla carta violando ogni principio di ragionevolezza e di giusta assistenza alle popolazioni colpite da gravi patologie. “Tocca a Caltanissetta, per i gelesi… i tour organizzati per giustificare imbarazzanti investimenti in territori pressoché deserti”, scrivono i componenti del Csag. Allora Crocifisso Moscato si è dato un gran da fare per avere la radioterapia a Gela, anche perchè anche tale struttura  era stata inizialmente era stata destinata  a San Cataldo, pur non avendone i requisiti, la radioterapia si poteva infatti istituire solo nelle aziende ospedaliere, mentre allora Gela lo era, San Cataldo era un semplice Presidio. 
“La cosa ancor più grave, è che il Direttore dell’Asp 2, il Dott. Carmelo Iacono, è un Oncologo, di Ragusa. Un oncologo sa che la patologia è logorante per il fisico e per i familiari, e che i continui spostamenti non fanno altro che creare disagi fisici ed economici ai pazienti. Tutti gli Oncologi d’Italia sanno che Gela è una zona riconosciuta dall’Oms ad alto rischio ambientale, che qui l’incidenza tumorale è superiore ad ogni altra zona d’Italia, però, l’ASP presenta il suo atto aziendale prevedendo il  Polo Oncologico a  Caltanissetta.”Scrive il Csag. 
 
 
“Non vorremmo sospettare – aggiunge il comitato – che magari se individuato a Gela, il polo oncologico, oltre che a non poter favorire i nisseni, molti meno gelesi si sarebbero serviti delle cure presso  Ragusa,  perché «a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca», disse un noto politico della Prima Repubblica”
 
Da  7 anni il Csag ha informato gli ultimi due presidenti di Regione,  tre Assessori Regionali alla Sanità,  e le ultime due Commissioni Sanità regionali, oltre che ad aver scritto al Ministro della Salute e Presidenza della Repubblica. Sette anni per   individuare a Gela il Dipartimento Oncologico di III livello, non perché Gela è più bella di altre città, ma perché qui più di altrove, Si muore di tumore.
“A nulla è valso avere diversi deputati regionali ed addirittura un Presidente della Regione, per poter giustamente permettere ai gelesi di potersi curare nella propria città”. Sottolinea il Csag.
 
“E mentre a Gela si aspetta ancora l’Utin individuata, per le continue segnalazioni del Csag,  ufficialmente dal 2010, con il parere pubblico dei nisseni contrario, compreso quello degli ultimi due sindaci, a Caltanissetta in pochi mesi si decide e si installa la Pet-Tac. Gela depredata, del suo petrolio, delle sue ricchezze, dei servizi, umiliata, nel momento in cui, tutti, ma proprio tutti, si girano dall’altra parte, mentre ai danni di Gela si continua ad agire, nonostante persino le Leggi prevedono strutture per le cure tumorali nel territorio. Rimane solo una cosa da fare, uscire da questo penoso ente intermedio, Provincia prima, oggi Libero Consorzio di Comuni di Caltanissetta, sbattendo la porta”. Conclude il Csag
 

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