A Cunta.15 le perfomance scandalose di Sükran Moral, artista turca

Sükran Moral, la grande artista turca che denuncia attraverso la sua arte l’ipocrisia e le contraddizioni della contemporaneità, sarà domani ospite della rassegna Cunta.15. A partire dalle ore 18:00, al Tropicomed, l’artista terrà una conferenza dal titolo “Il corpo, come medium artistico”. Sükran è conosciuta soprattutto per le sue esibizioni scandalose, che la ritraggono crocifissa o intenta ad amoreggiare con scheletri, per i suoi videoclip e le sue installazioni con lei stessa come soggetto. Durante gli anni ’80 e ’90 ha inoltre composto poesie e scritto articoli di critica d’arte in Turchia. Attualmente divide il suo lavoro tra Istanbul e Roma. Cresciuta in una famiglia decisamente conservatrice con i tre fratelli e la sorella la Moral iniziò a realizzare progetti basandosi sui suoi maggiori interessi, che sono ancora oggi soprattutto gli effetti negativi che la religione può avere sulle donne, i temi concernenti la mentalità malata e confusa e il disorientamento delle persone disagiate, nonché le loro alienazioni, l’esclusione delle persone considerate “diverse”, come gli immigrati, i transessuali, le prostitute e altri ancora, concentrandosi in generale sulle persone ai margini della società. Dal 1994, Moral inizia a realizzare performance a in varie parti del mondo. In 1997 realizzò una performance al Museo di arte moderna in collaborazione con l’Università di Roma, la Sapienza, con il titolo “Museum & Morgue”. L’artista infatti trasformò le sale del museo in inquietanti mausolei. Altri lavori interessanti furono realizzati negli asili femminili di Istanbul e nei comuni bagni turchi, a Galatasaray, Istanbul. Quest’ultimo lavoro, intitolato “Hamam”, esibito anche nel 1997 in una sezione della Biennale Internazionale di Istanbul, è stato ed è ancora uno dei più influenti modelli artistici per ogni artista a livello mondiale. L’artista, seguita dai più stimati galleristi del mondo, ha rappresentato  il dramma delle spose bambine. “Child-Bride”è un scultura-istallazione che è una critica feroce all’imposizione delle nozze che in modo sanguinoso devasta da tempo le bambine turche. “Costringerle al matrimonio le priva della libertà, dell’istruzione. Obbligarle a concepire figli, è farle rischiare la morte di parto. Şükran Moral è una che non si tira indietro mai, guidata intimamente da un carnale senso di responsabilità dell’essere ed esserci come artista, con uno scopo sociale e civile. «La vita reale è sempre più dura dell’arte” risponde limpida quando le si chiede se non siano eccessivi i suoi gesti come quello, ancora forte alla memoria, di essersi tagliata la pancia, segnandosi con una lametta la A anarchica, due anni fa a Piazza Taksim in segno di protesta e in difesa di Gezi Park.

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