A Gela a rischio 1000 posti di lavoro. Idv denuncia il ritardo del Protocollo d’Intesa

Ancora ritardi nell’attuazione del protocollo di Intesa firmato al Mise il 13 novembre del 2014, e che avrebbe dovuto assicurare  la riconversione green del petrolchimico gelese e la conservazione dei posti di lavoro. Sulla questione è intervenuto Ignazio Messina, segretario nazionale di Italia dei Valori. “Sosteniamo con forza tutte le iniziative nate nel territorio di Gela che chiedono la trasformazione del vecchio petrolchimico in un grande impianto di chimica green in coerenza con gli accordi raggiunti con l’Eni. Questi accordi, sottoscritti in pompa magna al ministero con la presenza della Regione, non sono coerentemente applicati
nei tempi previsti”. Secondo Ignazio Messina denuncia il ritardo, non più sostenibile. “A Gela sono in gioco oltre 1000 posti di lavoro per le aziende metalmeccaniche dell’indotto oltre a tutti i lavoratori dell’Eni”. “In più – ha riferito il segretario di Idv – non vorremmo che le difficoltà dell’Eni derivate dal calo del prezzo del petrolio, fenomeno che incide pesantemente sul suo bilancio, abbiano come conseguenza un rallentamento degli investimenti a Gela. Diciamo no alla beffa dopo il danno”.
L’Italia dei Valori chiede nel Mezzogiorno,  e in particolare in Sicilia, si riproponga quanto è già stato realizzato a Marghera: “una bonifica delle aree, una riconversione della produzione e prodotti che si collocano nella fascia alta della tecnologia green del mondo”.

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