A Gela manca l’acqua? Cosa importa! A Messina intervengono esercito e vip: chiesta la calamità naturale

Il sindaco di Messina ha chiesto lo stato di calamità naturale per la sua città senza acqua da dieci giorni. E i nostri politici cosa hanno mai fatto? Da noi la mancanza di acqua non fa più notizia. Interi quartieri continuano a rimanere a secco, e nessuno ne parla più. Tutto rientra nella normalità a Gela. Lavarsi con l’acqua riempita nei bidoni, è ormai una prassi che lascia nell’indifferenza, anche quando fuori ci sono quaranta gradi di temperatura. Caposoprano è senza acqua da domenica? Cosa importa! L’importante che ci sia la salute, anche se in realtà in questa città manca pure quella. Bollette esose e acqua che devi pagare alle autobotti private? Anche quello non  è mai importato a nessuno, se hai la possibilità paghi, altrimenti ti chiudono i contatori: tanto a Gela ci si può permettere di non lavarsi.  Siamo ormai rassegnati. E pensare che a pochi chilometri da qui la mancanza di acqua è diventato un caso nazionale, con tanto di notizie  nei telegiornali nazionali. E certo lì sono intervenuti anche vip che hanno avviato un Hastag su Twitter, e tutti si sono mobilitati alla frase “Messina a secco”. Da Valerio Staffelli, a Fiorello e Maria Grazia Cucinotta, tutti hanno espresso frasi a favoredi Messina. Eppure anche noi ci siamo lamentati spesso sui social network per la mancanza di acqua, o per il colore marroncino che spesso presenta il liquido che esce dai nostri rubinetti, ma nessuno ci ha mai fatto caso. Addirittura è intervenuto l’esercito a Messina. Qui invece non è mai intervenuto.  Eppure anche da noi ci sono anziani, bambini, disabili, case, negozi, scuole. È intervenuto addirittura anche  il deputato nisseno Alessandro Pagano, che ha lanciato un messaggio a difesa di Messina: “quello che sta accadendo nella città dello Stretto è solo l’ultimo di una lunga serie di disastri”. Lo stesso che è rimasto zitto e per niente indignato quando un paio di settimane fa mezza provincia, la sua, è rimasta a secco, a causa di una serie di scoppi delle condotte di Siciliacque. E certo anche agli scoppi è ormai abituato!