A nove anni sotto scorta. Solidarietà per il magistrato Paci e famiglia

L’intera famiglia del magistrato Gabriele Paci sotto scorta. I figli dovranno andare a scuola scortati e guardati a vista. Parole di solidarietà sono state espresse oggi, durante lìinsediamento del neo presidente del Tribunale Paolo Fiore, dal governatore Rosario Crocetta, dal presidente della Corte D’Appello di Caltanissetta Salvatore Cardinale, e dal procuratore della Repubblica Lucia Lotti.  I figli dovranno andare a scuola scortati e guardati a vista.  Il magistrato, in servizio alla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, è finito nel mirino del boss gelese Roberto Di Stefano, che vorrebbe vendicarsi del fatto che il pm lo ha fatto arrestato, indicandolo come falso pentito. Le forze dell’ordine hanno sventato il piano omicida del boss di Cosa Nostra, piazzando a sua insaputa delle microspie nel carcere dove è attualmente detenuto. “Se c’è il figlio maschio con lui, ancora meglio”, avrebbe detto al compagno di cella. Attualmente, Gabriele Paci è anche uno dei pm che si occupa del processo sulla strage di via d’Amelio Borsellino quater, scaturito dalle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza ed in passato si è occupato in particolare della mafia gelese. E’ proprio grazie alle sue indagini che si è riusciti a capire il ruolo di Roberto Di Stefano come reggente della cosca Rinzivillo. Il boss nel 2013 aveva avviato una collaborazione con la giustizia, ma si dimostrò falsa. Di Stefano stava sfruttando la sua nuova posizione per rimpinguare la cosca e preparare una nuova guerra di mafia a Gela, anche contro il nipote che nel frattempo stava scalando i vertici della famiglia mafiosa. Con le sue indagini il pm Paci scoprì l’inganno e lo scorso giugno Di Stefano tornò in carcere. Per questo motivo ora il boss gelese lo vuole morto.