A proposito di canzoni… il mio canto libero

Il 5 Marzo del 1943 nasceva il grande cantautore Lucio Battisti; il più eclettico e grande esponente della musica leggera italiana che con le sue intime note intrecciate alla poetica dei testi di mogol e gli intensi arrangiamenti di massimo luca hanno realizzato le più belle canzoni ancora oggi ricantate e interpretate da artisti di tutto il mondo. Battisti, grande genio polistrumentista, compositore dotato di immediatezza pop e sfumature rock, dai testi dal carattere intimista, schivo e ironico. A proposito di CANZONE vorrei far una disamina al riguardo.

Dove sono finite le belle canzoni, i veri cantautori e la storia di chi ha fatto la storia. Oggi non si fa arte in musica, ma si studia a tavolino cosa far ascoltare agli italiani. Non direi proprio “che eccitante gioco politico e che audience!”. A pagarne le conseguenze e le spese sono sempre chi grida “no, non ci sto” e non scende a compromessi anche nel mondo della musica e delle sue logiche assurde del mercato discografico venduto ai talent show, a un pubblico pagato etc…  Mi vien da pensare ancora al talento di Battisti che non amava apparire eppure la gente ascoltava le sue note poetiche di grande impatto emotivo con un tappeto musicale pop/rock. Lui ha rivoluzionato la canzone italiana parlando ai cuori delle generazioni, vivendo con loro ogni momento-viaggio della vita. Di Battisti, di De Andrè, Dalla, Guccini, Tenco, Mina, Vasco chissà se ce ne saranno altri capaci di emozionarci l’anima davvero con il cuore. Sono convinta più di ieri che l’ascolto di una canzone ci aiuta a curar i dolori attraverso l’empatia, la risonanza delle emozioni e il vissuto di immagini che ognuno di noi crea e che rende vivo l’artista nello spazio e nel tempo. In quell’intreccio armonico sospeso tra pause, tempi, colori, musica e parole viviamo nell’incanto del suono che si intreccia tra le pareti dell’inconscio specchiandoci con la canzone. In quello spazio sospeso penso che anche noi siamo artisti attivi dell’opera e non passivi come in tanti pensano. Costruiamo una storia, una relazione come in una seduta terapeutica. Ecco perché sto cercando di unire l’estetica musicale della canzone popolare alla funzione terapeutica della canzone in musicoterapia.

Oggi esistono ancora belle canzoni che durano nel tempo? O siamo legati al discorso romantico che l’anima appartiene ad altri tempi e non a questi.  Oggi c’è solo fumo, canzoni detersivo o bagnoschiuma non profumati che durano solo una passata di shampoo.  Mi vien da pensare anche a Gaber e il suo quasi quasi mi faccio uno shampoo. Viviamo la storia dietro le ombre e orme dei giganti che hanno sofferto prede di deliri sotto effetto di sesso droga e rock ‘n roll, altri tempi passati ormai.  Oggi i ragazzi vogliono direttamente andar in televisione senza il sacrificio e il silenzio e la pazienza della creazione e dell’introspezione. Non c’è più tempo per questo. Per ascoltarsi dentro. La velocità dei tempi non lo permette. Cosa rimane degli anni ‘80 qualcuno cantava e del 2015. Oggi tutti in tv. L’immagine, la fotografia ha il vero potere, i selfie di Renzi e Raffaella Carrà insieme Pelù tutti in TV. I talent show rovinano I veri talenti e l’arte catalogandoli in spettacoli, provini dai mille volti e voci, festival …insomma la grande schifezza italiana altro che Sorrentini.

La crisi ha prodotto questa enorme confusione e tutti si son venduti l’anima al sistema. Ci siamo ammalati! Insomma il mondo della musica non è fiori rosa di pesco per citar un grande che si è sempre ostinato e rifiutato di andar in tv. Forse oggi si sta realizzando quello che profetizzava Andy Warhol dicendo che in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti a costo zero arricchendo pochi con l’audience di programmi creati a tavolino e i guadagni dei soliti potenti che ingrandiscono il loro ego e la loro immagine. Quindi che fare? Spegnete le televisioni, i telefonini e abbiate una nuova consapevolezza, lavorate su di voi e sui vostri talenti da soli. In questa grande confusione sociale politica economica artistica a guadagnarci sono solo i pesci grossi che mangiano i piccoli, è sempre la stessa storia! In questa grande bellezza ci siamo smarriti. Siamo assuefatti dipendenti e drogati dalla voglia di successo e dal denaro. In sintesi da curare! Coloro che architettano spettacolini, con contributi di amici trascurando e non sostenendo i veri talenti provini concorsi costosissimi che per dar visibilità a ragazzi sognatori volontari a vita illusi per amor di un sogno continuamente vengono sfruttati a costo zero pagandone le spese con soldi, con l’immagine, la voce, le loro canzoni e poesie. Il talento, la creatività, i compromessi delle regole di marketing, etc….

Spegniamo le televisioni, le radio, le luci e prendetevi cura solo di voi. ASCOLTATIAMO LA MUSICA CHE ABBIAMO DENTRO E LASCIAMOLA FLUIRE. Sacrifichiamoci e amiamo il silenzio lontano dal rumore della radio dalla distrazione e televisione “a volte dal dolore può nascere un fiore e non dai diamanti mi vien da pensar a De Andrè” sta per nascere la tua canzone, la più bella, la tua canzone. Sei tu! Insegui il maestro della creatività che c’è dentro di te e non ascoltare più il rumore che viene da fuori. I veri poeti oggi non cantano più. Guccini, Fossati, e chissà cosa penserebbe ancora il grande Lucio Battisti di fronte a questa decadenza della canzone d’autore. Un tempo la poesia in musica aveva valore. Rivogliamo le belle canzoni e i veri cantautori, riprendiamoci noi stessi; noi siamo gli artisti del secolo! Questo è quello che pensa Arianna Trainito, giovane cantautrice di Gela, artiterapeuta specializzata in musicoterapia relazionale e nel songwriting, ricercatrice libera con la passione inguaribile della musica e della canzone vera d’autore. Tutto questo si parla anche su “Rock the monkey” (la scimmia) che ti insegue. Questo manuale di sopravvivenza per non perderti nel mondo della musica scritto a 4 mani da Massimo Luca e David Spezia.  

Mesi fa incominciai la mia corrispondenza con il grande Massimo Luca, poi un messaggio improvviso di stima e amicizia: “sarò a Messina cara Arianna, vienimi a trovare se vuoi, ti aspetto!”.  E aggiunge “tieni duro e non cambiare mai”. Quelle sue parole mi risuonavano ogni giorno in ogni momento nelle strade del mio bel paese, Gela, tra fumi e ciminiere e crisi profonda. Nel suo silenzio torbido, nel momento di crisi economica e politica a cui è sottoposto il paese distratto e lontano dai suoi talenti lontani e rimasti indignati ogni giorno a voler cambiar a non voler sottostare ai giochi politici mi accorgo che anche nella cosiddetta arte non c’è più libertà, l’arte non è libera, ma è pilotata e politicizzata. E’ così inseguendo la scimmia della musica senza money, monkey la passione, l’adrenalina delle emozioni, ancora una volta mi porta all’incontro con il grande e umile Massimo Luca.

Circumnavigando la Sicilia in autostrada, alone on the road, Gela, Messina, Catania, e chissà quali strade ancora dovrò seguire per inseguire una passione condivisa e non da famiglia, amici pseudo amanti, folletti immaginari che vorrebbero vede un sogno rock per una donna quasi rock. Un incontro musicale davvero sincero, uno dei pochi visti i tempi. Un cuore puro e umile come pochi che con la magia della sua chitarra e delle sue grandi esperienze ha costruito le più belle perle e diamanti della musica italiana. Lui è Massimo Luca per chi non lo conoscesse, grande chitarrista di Lucio Battisti e di Sergio Endrigo, Fabrizio De André, Paolo Conte, Zucchero, Pierangelo Bertoli, Mina, Francesco Guccini, Loredana Berté, Marcella Bella, Donatella Rettore, Gianna Nannini, Antonello Venditti, Mia Martini, Bruno Lauzi, Roberto Vecchioni, Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Lucio Dalla, Ron, Fabio Concato. Produttore di Biagio Antonacci, Grignani in destinazione paradiso.

Quell’incontro è stato trascendentale, una sinergia tra anime e musica. Ne avevo davvero bisogno, nuova energia vitale per riprendere il viaggio e la ricerca nel mondo della canzone. Vademecum per chi ha la scimmia della musica.” Coltiva il tuo talento nel silenzio del tuo processo creativo, lontano da distrazioni e dai non serve a nulla ciò che fai, metti anima e sacrificio anche quando fai parte della generazione esclusa e degli ultimi.” Queste parole le ho sempre nascoste dentro di me per paura di rimaner sola finche’ ho trovato il grande Massimo dirle a tutti noi in faccia mi aspettavo da tempo quell’incontro d’anima per poi perderci a intonar in una struggente versione di emozioni e i giardini di marzo, “le mie mani come vedi non tremano più e ho nell’anima in fondo all’anima… c’è l’immenso amore”… e dopo questa infinita poesia  cosa possiamo ancora fare… Bisogna avviare un percorso di consapevolezza e risveglio culturale anche nella musica; Partendo dalle scuole. Un sogno da realizzare, una porta che si apre… avrò l’onore di promuovere rock monkey e perché no, invitare il grande massimo nelle scuole siciliane anche a gela. “Chissà chissà lo scopriremo solo vivendo“ e non solo cercherò di valorizzare e utilizzare in musicoterapia la canzone d’autore come strumento terapeutico e riabilitativo nei confronti dei disabili e non solo.

Grazie Lucio Battisti per aver lasciato questa immensa opera artistica, grazie Massimo Luca, grazie per avermi regalato la tua umiltà che solo i grandi e puri di cuore possiedono. Da oggi avrò un amico che risponde ai miei messaggi, che canta insieme a me una canzone di Battisti ogni tanto, che mi da buoni consigli e che in fondo non si sbaglia se si ama. In te ho trovato uno specchio per confrontarmi e riflettermi comprendendo di non essere sola tra squali e ladri di idee denaro e creatività. Grazie davvero Massimo. Te ne sarà grata per sempre più del successo in tv che non guardo più. Mi hai dato la più bella lezione di vita e musica. Arianna Trainito, cantautrice libera artmusicterapeuta.

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