“A tu per tu” con Samuele Mammano, il musicista che porta Gela in giro per il mondo

Una passione che diventa vita. Un amore, quello per la musica, che diventa quotidianità in grado di regalare emozioni sempre più forti. Nato in una famiglia di musicisti, il destino del giovane Samuele Mammano non avrebbe potuto prendere strada diversa. Cantante e trombettista, Samuele, reduce dal percorso formativo alla “Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics 2014”, uno dei Festival più conosciuti e importanti al mondo nell’ambito della musica jazz, ha fatto rientro a Gela da qualche giorno dopo essere volato in Albania e a Tokyo per far conoscere il made in Sicily.
Lo abbiamo intervistato per saperne di più su un’esperienza che, senza peli sulla lingua, non capita tutti i giorni di vivere.

Com’è stata l’esperienza a Tokyo?
“Un’esperienza meravigliosa, oltre le aspettative, è stato davvero
un grande successo!”
Perché questo viaggio?
“A Tokyo c’erano sei concerti jazz in programma. Sono stato
recentemente anche in Albania, insomma, sto portando in giro per il mondo il
made in sicily e, in particolare, le bellezze della nostra Gela. Ho avuto la
possibilità di conoscere grandi musicisti jazz di Tokyo e suonare con loro
condividendo non solo l’amore per la musica, ma anche esperienze di vita,
cultura e stili diversi. Ho avuto anche la possibilità di conversare con David
Sanborn e la sua band, musicisti di fama internazionale, al Blue Note di Tokyo,
il tempio del jazz. Ho avuto l’onore di essere ospite dell’Ambasciatore
d’Italia a Tokyo, Domenico Giorgi” e condividere proprio con lui il progetto
“Samuele Mammano, un gelese per le vie del mondo”. È stato felice di ricevermi,
gli ho donato degli oggetti che il Sindaco Fasulo mi aveva chiesto di
porgergli, insieme a una lettera di presentazione in cui si parlava di Gela e
di me. Oltre a tutto questo, gli ho parlato anche del progetto del servizio
civile nazionale “La provincia da scoprire”, di cui faccio parte,
illustrando i nostri territori e le nostre meraviglie storiche”.
L’emozione più forte?
“Beh, sicuramente gli applausi gioiosi dei giapponesi che, alla
fine di ogni concerto, mi chiedevano fotografie e strette di mano. Tutto questo
mi ha commosso e mi ha reso profondamente felice. Allo stesso tempo, ha
confermato anche quello che voglio fare nella vita: il musicista”.
L’Italia vista dagli “occhi a mandorla” come appare?
“Da un punto di vista politico ed economico, lo sanno tutti, appare in crisi nera, ma dal punto di vista culturale, storico, enogastronomico siamo sempre i numeri uno o, comunque, considerati nella top ten”.
Che cosa amano di più del nostro Paese?
“Il cibo, la musica, la storia, il mare, cose che non solo loro, ma tutto il mondo
ci invidia”.
Il ricordo più bello che ti porterai dietro da questa esperienza?
“Tutto è stato bello ed emozionante, ma il ricordo che porterò sempre nel cuore è racchiuso in un nome: Ohashi Mami, colei che, insieme a Yuki Lee Shimizu, ha permesso tutto questo. Lei, in particolar modo, si è presa cura di noi in tutto e per tutto, dimostrando un’umanità unica. La ringrazio di cuore e non vedo l’ora di farvela conoscere”.
Che cosa ti ha lasciato questa esperienza?
“Due sensazioni forti e contrastanti: quella positiva è stata vedere un popolo che ama gli italiani e fa di tutto per apprendere e, tra virgolette, rubare il meglio di noi; quella negativa è stata sentirmi dire da loro che vorrebbero venire in Sicilia ma che, una volta arrivati, non sanno come muoversi perché mancano le linee ferroviarie e quindi i servizi essenziali che un turista dovrebbe avere”.
Ora che sei rientrato, che cosa farai? Quali sono i prossimi progetti?
“I progetti sono tanti. Per i mesi di novembre e dicembre sarò in Sicilia per dei concerti jazz natalizi e non solo. A gennaio volerò in Argentina e il resto lo svelerò più in là”.
Samuele Mammano, intanto, sarà il 20 novembre a Ragusa, il 28 al Museo di Gela, il 6 dicembre si esibirà per la notte bianca e il 7 dicembre tornerà da protagonista sul palco del Teatro “Eschilo”.