A una settimana dal voto: l’imbarazzo per la scelta migliore

Il centro storico si rianima, sì ma solo di candidati che chiedono il voto. Mai come in questa tornata elettorale così tanti aspiranti alla poltrona. Scorrerà così questa ultima settimana di maggio, visto che il 31 le urne si aprono per eleggere il sindaco della città di Gela. Una campagna elettorale caratterizzata dalla piattezza, quella della nostra città. Solo negli ultimi giorni ha dato vita a discussioni sul social network, dopo cioè i fischi da parte degli oppositori, al governatore Crocetta, e le accuse messe ai vari candidati di false promesse e elargizione di denaro per l’acquisto di un voto. Intanto i cittadini cominciano a fare i loro pronostici sul risultato elettorale e ogni candidato si dà vincente. Sicuramente la questione Eni e l’acqua è stata quella più trattata nei vari incontri. Ma anche la cultura, che  tutti hanno riscoperto recentemente.  È inutile nascondere l’imbarazzo dinanzi al quale ci si trova per operare la scelta migliore. Quale schieramento merita il consenso? E quale candidato  Ogni elezione, si sa, è importante, anche se molti (troppi!) sembrano non crederci più. La nostra città sta attraversando una grave crisi economica e a noi la responsabilità di scegliere la “ricetta” migliore tra quelle che ci hanno proposto gli undici candidati a sindaco. Questo voto, dato che si coinvolgerà 168 Comuni in Italia,  potrebbe rappresentare anche un passaggio importante per capire il consenso che a livello nazionale ha il governo, se questo si sta muovendo nella direzione giusta, se le riforme che sta varando tra scuola, lavoro, pensioni, sviluppo, siano credibili per dare un future migliore alle nuove generazioni. C’è solo  da augurarsi che il numero più alto possibile di cittadini  vada a votare; che, prima, tutti possano informarsi adeguatamente; che, dopo, tutti gli eletti s’impegnino a ricercare ed attuare le scelte migliori senza lasciarsi irretire da interessi di parte. Illusione? Ma speriamo anche possibilità.

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