Accordo Eni, la parola ai sindacalisti

Un accordo che lascia soddisfatti i sindacati. Così UGL e CGIL all’indomani dell’incontro al Ministero per lo Sviluppo Economico per decidere sulle sorti della raffineria a Gela. Un documento siglato dalle parti che segna la fine di un’era durata più di sessant’anni. Un ottimo risultato per i sindacalisti Andrea Alario e Ignazio Giudice che tirano le somme di un percorso di trattativa lungo e difficile condotto al fine di salvare il polo industriale di Gela e con esso, dunque, il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. “Ciò che è accaduto ieri è il frutto delle proposte e della tenacia con cui la segreteria nazionale della nostra organizzazione sindacale ha combattuto con forza al fine di garantire la tenuta occupazionale sul territorio di Gela – ha affermato Andrea Alario, segretario provinciale dell’UGL Chimici di Caltanissetta – aver portato la ‘vertenza Gela’ in sede ministeriale ci ha permesso di sottoscrivere l’accordo e di avere le dovute garanzie per il nostro territorio sia dalle istituzioni nazionali, attraverso il sostegno del Governo centrale, sia da quelle locali, essendo state avallate le nostre proposte anche dal governatore Rosario Crocetta. Siamo soddisfatti – ha proseguito Alario – che il Governo abbia accolto la nostra richiesta dichiarando il sito di Gela ‘area di crisi complessa’, essendo a forte rischio ambientale e sul quale temevamo che nessuna impresa avrebbe più provato a investire. Ora non ci resta che auspicare che vengano rispettati gli impegni sul rilancio industriale del sito petrolchimico di Gela e, da parte nostra, ci impegneremo a monitorare che ciò avvenga”. “A giugno l’Eni voleva trasformare il sito di Gela in deposito – ha dichiarato Ignazio Giudice, segretario generale provinciale della CGIL di Caltanissetta – grazie alla reazione del sindacato dei lavoratori, il tentativo di tradimento non è andato a buon fine. Oggi vengono garantiti i livelli occupazionali, si parte finalmente con le bonifiche e il risanamento ambientale, Gela diventa la più grande raffineria verde d’Italia, l’Eni finanzierà master specifici sul green, verrà avviato un processo di qualificazione delle imprese locali e non sarà più a Milano e così anche per la costruzione della piattaforma che sarà costruita a Gela. Si è costruita una nuova idea di industria che porta meno ansie ai lavoratori e ai cittadini, preoccupazioni da decesso o malformazioni neonatale. La politica regionale e nazionale adesso – ha concluso Giudice – dovrà aprire gli occhi sugli iter autorizzativi”.