Acqua, maggiore tutela dei cittadini, M5S: “Il sindaco non si faccia scudo dei gelesi contro Caltaqua”

I cittadini hanno perso il diritto all’acqua e il sindaco fa lo sceriffo. Non si è fatta attendere la reazione del gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle, rappresentato dal capogruppo Enzo Giudice e da Virginia Farruggia, Angelo Amato e Simone Morgana, in merito alla battaglia tra il primo cittadino e Caltaqua, ente gestore del servizio idrico in città. Secondo il Comune, infatti, la società italo-spagnola dovrebbe provvedere con le autobotti per rifornire di acqua le zone della città sprovviste di rete. “Costa troppo alle casse comunali – hanno scritto i consiglieri pentastellati – garantire un diritto come l’acqua. Chi la fornirà non è dato saperlo, intanto i cittadini guardano assetati. Quartieri come Settefarine e Poggio Blasco, dove la rete non arriva, hanno perso il diritto allacqua. Il sindaco prende Manfria come scusa, ma taglia l’acqua a tutti. Tira dritto e fa la guerra, dei cittadini poco gli importa. Pensi piuttosto a tutelarli, senza usarli come scudo contro Caltaqua”.

Secondo il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle, i gelesi dovrebbero pretendere la fornitura del servizio recandosi presso gli uffici competenti e chiedendo che un eventuale diniego sia messo per iscritto dall’amministrazione o da Caltaqua.

“Il gioco delle parti non può offendere la dignità – continua la nota – il sindaco fa populismo senza risolvere i problemi. L’ordinanza, nella sua assurdità logica, parla chiaro: se Caltaqua non ottempera all’ordine, sarà il Comune a fornire l’acqua e poi a rivalersi sulla società italo-spagnola. Bene, la guerra la si può fare, ma il diritto primario non può mai essere negato. Il Comune – concludono i consiglieri – proceda alla tempestiva fornitura dell’acqua”.

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