Affidamento Stadio Presti: scontro tra consiglieri

Sull’affidamento in esclusa dello stadio Vincenzo Presti di Gela al Gela Calcio hanno detto di No cinque consiglieri: Sandra Bennici, Guido Siragusa,  Giovanni Panebianco, Cristian Malluzzo,  ed Enzo Cascino. Una decisione criticata dai  componenti della sesta commissione consiliare, presieduta da Salvatore Sammito, che avevano  già redatto  un regolamento per affidare gli impianti sportivi. La copia è  già  stata consegnata all’assessore allo Sport, Eugenio Catania, che  avrebbe dovuto predisporre assieme alla giunta una delibera.
 “Avevamo dato parere favorevole, dando ampia esposizione sia delle ragioni del si, informando in quella seduta che era già stato predisposto un regolamento sull uso degli impianti sportivi, e tale regolamento era stato dai componenti ampiamente illustrato; che, in ogni caso, dava mandato alla amministrazione sulle modalità per l’individuazione degli enti gestori di tale impianto sportivo. Probabilmente i colleghi consiglieri, che oggi durante la loro conferenza stampa, hanno proposto tale regolamento non sono stati attenti durante l’esposizione del nostro intervento perché avevano la mente impegnata ad organizzare già tale conferenza stampa.” Ha detto il presidente della  VI commissione consiliare formata da Sammito, Amato, Bonura, Di Dio e Napolitano. 
“Il calcio non è solo Gela Calcio” ha detto Siragusa. Durante l’approvazione della mozione, i consiglieri di Polo Civico Popolare  Guido Siragusa e Sandra Bennici avevano chiesto maggiore apertura,  escludento una gestione esclusiva da parte del Gela Calcio. Inoltre i due consiglieri avevano messo in evidenza la necessità di intervenire su altri impianti sportivi della città,  primo tra tutti quello di  “Enrico Mattei” di Macchitella. Dello stesso parere il capogruppo dell’Udc Giovanni Panebianco che ha sottolineato di verificare le condizioni di questo affidamento, specie sul fronte dei canoni da versare. “Non si può pretendere che strutture pubbliche vengano concesse gratuitamente”, aveva detto durante il consiglio comunale.