Affittasi “Casa Antonietta Aldisio”? CGIL: il bando come unica soluzione credibile

Ancora nulla di certo sul futuro della casa di riposo “Antonietta Aldisio”. Continua, infatti, la condizione di precarietà di chi lavora nella struttura, balzata spesso sulle pagine dei giornali per le proteste inscenate dai dipendenti che reclamano da più di un anno i propri stipendi. Una situazione di disagio che potrebbe degenerare e che oggi si interfaccia con la proposta del Consiglio di Amministrazione, presieduto da don Giovanni Tandurella, di dare in locazione ai privati una parte della struttura, in sostanza: affittare alcuni locali della Casa. Una mossa volta a venire incontro alle difficoltà dei lavoratori che, costantemente affiancati dalla CGIL, tornano a far sentire la propria voce e a chiedere risposte concrete. “Il privato si può scegliere solo se risponde a due criteri – ha affermato Ignazio Giudice, Segretario Generale della CGIL – l’onestà provata attraverso il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei fornitori e l’affidabilità nel campo della gestione dei servizi socio-assistenziali. Ciò che proponiamo da un anno a chi dirige la “Casa Antonietta Aldisio” e al Comune di Gela è un ripensamento nella gestione della struttura, partendo dalla qualità della vita degli anziani ospitati e dalla precarietà nella quale vivono le lavoratrici e i lavoratori. Il Presidente e il Consiglio di Amministrazione hanno il dovere di confrontarsi con la CGIL rispetto alle decisioni assunte. Dire privato non significa nulla – ha continuato Giudice, che ha rimarcato anche sulla predisposizione immediata di un bando, regionale o nazionale, come soluzione più credibile – le aziende che partecipano al bando devono avere il via da parte della Prefettura per i necessari controlli antimafia. Solo così si può veramente rilanciare la vita della “Casa Antonietta Aldisio” che, grazie al riflettore acceso e mai spento della CGIL, è al centro del dibattito politico da venti mesi. Le vertenze non durano in eterno e per definirla basterebbe seguire le proposte fin qui formulate. La CGIL comunque – ha concluso il suo Segretario Generale – esprime fiducia nel buon senso di don Tandurella ed è certa che presto si avvierà il confronto per costruire un bando di idee e parziale gestione della struttura in grado di dare risposte agli anziani e ai lavoratori”.