Agati chiede ai deputati nazionali interventi urgenti su Gela: la città si sta spopolando

Un’attenzione particolare da parte del governo nazionale  per il caso Gela, in quanto  la città ha una grave crisi occupazionale.
La   deflazione, le attività che continuano a chiudere, provocano una preoccupazione sociale. Questo quanto sottolineato da Francesco Agati,  segretario cittadino del Partito Politico Conservatori e Riformisti di Fitto.
Il neo segretario ha  inviato una lettera ai Capi gruppi della Camera dei Deputati dello stato italiano, chiedendo un incontro a Roma. 
“La gente inizia a diffidare nello stato, nelle istituzioni, e nella politica, pertanto invito tutta la classe politica nazionale a dare prospettive e crescita per l’intero Territorio della città del Golfo.”
Ha comunicato Agati che elenca 8 progetti di Sviluppo urgenti per la città del Golfo: Bonifiche delle aree dismesse ENI;  Zona Franca Industriale e Intermodale; Realizzazione dell’interporto di Gela; Partenza dei Cantieri Autostradali dalla città di Gela; Realizzazione, Potenziamento della ferrovia elettrica;  Realizzazione Porto per diportisti e pescatori; Eliminazione in tutto il territorio dei vincoli Sic e Zps;  Gestione a società private del Pontile della Regione, oggi utilizzato in maniera monopolistica da ENI.
 
“La posizione geopolitica di Gela  al centro del mediterraneo – afferma Agati – permette l’assorbimento dei flussi commerciali internazionali,infatti a venticinque miglia a sud della città del Golfo transitano il 25% del commercio navale mondiale, tramite le navi container che navigano da oriente a occidente, dal canale di Suez allo stretto di Gibilterra e viceversa, sicuramente vantaggioso sarebbe realizzare queste opere è investire nella città del Golfo per imprenditori nazionali e esteri.”
 
“E  imprescindibile – continua Agati –  un confronto, tra gli organismi di Governo e il territorio, Si stima che Gela causa la grave crisi del territorio perderà il 20% dei suoi abitanti nell’arco di dieci anni”.
 
Agati chiede ai Capi Gruppo della Camera dei Deputati un costruttivo e sano confronto “affinché si giunga ad intraprendere l’’unità di intenti atta a porre definitivamente la parola fine all’emergenza Gela”.