Agati: su Gela solo il Belzebù mediatico e i disagi rimangono

Vigili del fuoco senza attrezzature adeguate per salvare una vita umana, ospedale con personale sanitario ridotto al minimo, problema atavico della carenza di acqua, che si accentua nel mese di agosto, marciapiedi diventati discariche abusive di rifiuti. Questi solo alcuni dei problemi che la città di Gela continua a presentare, e su cui si è espresso Francesco Agati,  segretario del partito politico Conservatori e Riformisti di Gela. 
Agati chiede al sindaco di Gela, Domenico Messinese, dei vigili più preparati e con attrezzature adeguate. “Specie – afferma Agati –  dopo la tragedia avvenuta in via Novara, dove a perdere la vita è stata una giovane donna Concetta Legname, forse per la scarsa preparazioni ad eventi straordinari dei Vigili del Fuoco di Gela, che sono arrivati dopo 45 minuti, non riuscendo a salvare la giovane, perché, la scala si blocca per diversi minuti, e non avendo un telo salvavita”.
Inoltre Agati fa riferimeto alla situzione in cui versa l’Ospedale Vittorio Emanuele di Gela.
“Molti amici ci segnalano che gli ascensori non funzionano da anni, che il personale ridotto al minimo (sicuramente stressato), spesso è poco preparato, stanco, nervoso e scorbutico con gli assistiti e assistenti, che i pochi macchinari ormai vetusti non funzionano, che i medicinali utilizzati sono surrogati equivalenti di quelli originali”.
Per tale motivo chiede al Sindaco Domenico Messinese a Crocetta, Speziale, Arancio, Federico “che si attivino immediatamente per risolvere tali ataviche problematiche sanitarie. Rinforzando in particolar modo i reparti di anemia, medicina, ortopedia, chirurgia, oncologia, e non chiudendo il reparto di malattie infettive. Infatti – sottolinea Agati – causa l’emigrazione incontrollata e selvaggia si riscontrano sempre più spesso gravissime patologie ormai scomparse in Italia, come scabbia, tubercolosi e meningite.”
E inoltre il solito problema dell’acqua, che diventa più sentito nel mese di agosto quando Gela da settantamila abitanti aumenta di numero.
“L’amministrazione – afferma agati – dovrebbe chiedere all’ente gestore Caltqua di erogare il liquido per più ore con una pressione maggiore. Si segnala che da diversi giorni colpa di questa situazione molte famiglie del quartiere San Giacomo, Via Nicolo Minardi, Farini, e zone limitrofe sono senza acqua.”
Agati inoltre consiglia all’amministrazione di aumentare gli oneri comunali come Tarsu, Imu, Tares alle cooperative e proprietari d’immobili che ospitano gli immigrati.
“Pur essendo di civile abitazione e rientrando nella categoria catastale A le unità immobiliari fungono  da veri e propri hotel a cinque stelle rientrando nelle abitazioni produttive facendo parte delle categorie catastali D/2, immobili che fanno guadagnare ai gestori e proprietari dai 35/45 euro per ogni singolo immigrato. È logico che il prezzo al mq non può assolutamente soddisfare il servizio comunale e gli oneri, perché, si paragona una abitazione di 100 mq abitata da anziani al pari di una di 100 mq abitata da dieci africani di giovane età, non c’è differenza. E la detrazioni per le famiglie con bambini disabili, e famiglie numerose o svantaggiate con reddito al di sotto dei € 7500”
Per quanto riguarda  spargimento di spazzatura per le strade di Scavone, Agati sottolinea sia la causa la grave situazione economica, sociale e psicologica in cui versa la città del Golfo che ha portato i cittadini a diffidare sempre più dello Stato, delle istituzioni, e soprattutto della politica.
“Invece di dare la colpa a quel fenomeno ripugnante come le forze oscure o qualsiasi altra forma delinquenziale,,il sindaco  è  pregato di risolvere i problemi dei cittadini e pagato lautamente per questo, e di richiamare l’assessore Siciliano che con quelle affermazioni ha offeso la povera gente e il buon nome della politica; “. Afferma Agati
“La recente Storia di Gela – sottolinea Agati – ci insegna che quando un sindaco invece di lavorare per risolvere i problemi della sua città dà colpa e parla di cose e fenomeni sociali, per nascondere il proprio mediocre operato, i propri deficit politici, la propria limitatezza e preparazione, porta la città ancora più allo sbando, alla distruzione, allo sfracello sociale e economico, dandola in pasto agli squali dei mass media nazionali ed internazionali che per lavoro riescono a creare il «belzebù mediatico» su Gela.
 Agati mette in evidenza come l’amministrazione Messinese potrebbe essere sfiduciata per colpe non sue, ma delle amministrazioni passate.
“Se non ci muoviamo ora e subito , difficilmente – conclude Agati – si potrà uscire da questa situazione”.