Agenzie delle Entrate chiude? Incontro a Roma il 19 ottobre

La notizia della probabile chiusura, a fine anno, della sede delle agenzia delle Entrate, ha gettato nello sconforto non solo i 37 dipendenti della sede gelese, ma anche gli utenti, commercialisti e cittadini. Perché si è deciso di chiudere la sede di Gela, quando  in città con un numero più basso di abitanti continua ad esistere un ufficio per le Entrate? Se lo chiedono in tanti. Il comitato per lo sviluppo dell’area gelese si é espresso sulla situazione. “É insensata la minaccia di chiusura dell’Agenzia delle Entrate di Gela, città di 77.000 abitanti con un bacino di 130.000 abitanti, mentre non sembra in discussione quella di Mussomeli comune di 10.500 abitanti con un bacino di 35.000 abitanti, che per’altro gestisce anche pratiche gelesi, forse per giustificarne l’esistenza.

Nella vicina Caltagirone, comune all’interno della Città Metropolitana di Catania questo rischio non si corre, l’Agenzia delle Entrate di Caltagirone è fatta salva, questo a riprova che nei piccoli Consorzi rimane un solo servizio, ovviamente nel capoluogo, mentre nei territori popolosi, i servizi si moltiplicano per le esigenze della popolazione residente. In passato il ridimensionamento del servizio di Riscossione Sicilia, L’Inps  che vuole smobilitare” dice il portavoce del Csag. Dietro la possibile chiusura della agenzia delle Entrate vi sono i problemi legati ai locali di via Butera su cui pende uno sfratto esecutivo. Il bando per cercare altri locali é andato disertato. Poi vi è stata la ricerca di immobili di privati, per andare tutto in alto mare. Oggi l’Agenzie delle Entrate gelese rischia di fare la stessa fina di Serit -Riscossione Sicilia. Per non andare via il comune ha messo a disposizione i locali, ma oggi Riscossione Sicilia non ha nemmeno un telefono. Il sindaco Messinese si sta dando da fare, pare che sia alla ricerca di locali per ospitare l’agenzia. Intanto le organizzazioni sindacali avranno un incontro a Roma il 19 ottobre prossimo. Una chiusura ingiustificata a fronte della popolazione e della mole di lavoro, rispetto ad altre sedi che continueranno a esistere.