Aggrediti da due cani di proprietà, parla una delle vittime: “I proprietari incoscienti vanno puniti”, avviata azione legale, il risarcimento destinato ai volontari

Ha fatto indignare parecchio i cittadini l’episodio di cronaca della scorsa domenica che ha visto coinvolti due gelesi, entrambi medici rinomati in città e Pepè, il loro jack russell di quattro anni, aggrediti da un pitbull e da un pastore tedesco di proprietà, lasciati liberi di vagare incustoditi.

Un episodio dal duplice aspetto: da un lato, quello negativo che testimonia l’incoscienza e l’inciviltà di un uomo che, non rispettando la legge che impone il guinzaglio e la museruola, ha lasciato in giro i propri cani di grossa taglia e, dall’altro, quello positivo dei volontari che, a titolo totalmente gratuito e per amore nei confronti degli animali, prestano il proprio tempo e la propria esperienza. A parlare di questo, a distanza di alcuni giorni, è proprio una delle vittime dell’aggressione. Ancora scossa da quanto accaduto, ci ha comunicato che il piccolo Pepè non sarebbe più in pericolo di vita e questo anche grazie a Ignazio Vizzini, presidente dell’associazione “Wolf Savage Onlus”, che opera sul territorio per aiutare gli animali che hanno bisogno. Un nome che racchiude in sé l’impegno di tutti i volontari della città, costretti a operare in condizioni di isolamento assoluto, spesso dimenticati dall’amministrazione comunale che ad oggi, dopo quasi un anno ormai dall’insediamento, non è riuscita ancora a dar loro risposte concrete su servizi importanti quali il canile comunale, promesso in campagna elettorale, il centro di anagrafe canina e l’avvio della pet therapy. Ignazio come tutti i volontari che si preoccupano di liberare la città dai randagi, di accudirli, di prestar loro le cure necessarie per farli poi adottare, tutto a spese proprie o, quando va meglio, usufruendo delle donazioni dei cittadini. Non è abitudine diffusa a Gela, dobbiamo ammetterlo, quella di sostenere i volontari con delle offerte in denaro o cibo, medicine e coperte per l’inverno. Un gelese su cinque dona ai volontari, ma quasi tutti li contattano giornalmente. E se non ci fossero? Se un domani non dovessero più avere la forza di lottare in un territorio che ignora i loro sacrifici? Domande che dovrebbero far riflettere la collettività perché chi salva un cane o un gatto dalla strada non fa un favore solo all’animale, ma soprattutto ai cittadini scongiurando così il rischio che, spinto dalla fame o dalla paura, possa aggredire il malcapitato di turno o possa causare incidenti stradali attraversando quando non dovrebbe. “Per fortuna ci sono loro – ci ha detto al telefono la vittima dell’aggressione – voglio ringraziare pubblicamente Ignazio e tutti i suoi colleghi volontari e condannare fermamente gli incoscienti che non si curano del pericolo che potrebbero costituire i propri cani. Come si possono lasciare liberi un pitbull e un pastore tedesco? È stato un vero e proprio trauma per tutti, un’esperienza che non auguro a nessuno e che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi. Se ci fosse stato un bambino, quei cani lo avrebbero sbranato”. Nei confronti del proprietario dei due cani, intanto, è scattata la denuncia e i diretti interessati hanno fatto sapere che procederanno legalmente. “Che serva da monito per tutti coloro che non si curano dei propri animali domestici e del rischio a cui espongono i cittadini – ha continuato la dottoressa al telefono – questi incoscienti vanno puniti, i cani c’entrano ben poco, il vero carnefice è sempre l’uomo”. Quello di domenica, purtroppo, non è stato un episodio isolato. Nello stesso centro di Caltagirone quel pomeriggio è stato portato un cane, sempre da Gela, aggredito a sua volta anche da un cane di proprietà lasciato incustodito. Intanto, il pitbull è stato condotto al canile di Caltanissetta e potrebbe essere soppresso. Nei confronti del proprietario si avvierà un’azione civile e penale. “Non intendo demordere – ha concluso il medico gelese – il risarcimento che ne conseguirà, escluse le spese minute per il veterinario, andrà interamente ai volontari che operano sul territorio e ai canili. Questi ragazzi vanno sostenuti e supportati, il loro servizio è fondamentale e non va dato per scontato”. Entrambi i malcapitati, lo ricordiamo, hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso “Vittorio Emanuele” dopo l’aggressione.

Articoli correlati