Agguato di mafia a Palermo, ucciso Giuseppe Dainotti

Agguato mafioso a Palermo, il 67enne Giuseppe Dainotti, capomafia condannato all’ergastolo ma scarcerato nel 2014, è stato ucciso stamattina, freddato da due colpi d’arma da fuoco, in via D’Ossuna, nel popolare quartiere Zisa

Dalle prime ricostruzioni sembra che il Dainotti, che era in bicicletta, sia stato affiancato da due killer in moto che gli hanno sparato in testa a bruciapelo, noncuranti delle persone che, a quell’ora, erano presenti in via D’Ossuna.

Dainotti era stato scarcerato nel 2014 dopo aver usufruito della Legge Carotti, che nel 2000 aveva disposto la sostituzione dell’ergastolo con la pena di trent’anni (tale legge venne poi superata da un decreto legislativo che reintrodusse l’ergastolo).

Dainotti era personaggio di spicco di Cosa Nostra, condannato all’ergastolo per vari capi d’imputazione tra cui l’omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile, ma finito nel mirino delle cosche rivali dal momento stesso della sua scarcerazione.

Quello di oggi è il primo omicidio di mafia dopo tre anni; tre anni in cui la guerra fra le cosche sembrava essere finita. L’omicidio di oggi va a confermare invece i timori espressi dal questore di Palermo Renato Cortese, che appena 10 giorni fa aveva dichiarato: “Ci sono state alcune scarcerazioni che ci preoccupano perché la mafia è un’organizzazione che oggi va alla ricerca di leadership. C’è sempre il timore che trovando una testa pensante in grado di concentrare le varie anime, Cosa nostra possa ritornare a essere pericolosa come prima”

L’episodio è inoltre avvenuto alla vigilia di una data importante per la città di Palermo, ossia le commemorazioni per i 25 anni dall’attentato al giudice Falcone; “Uccidere Dainotti di giorno, in pieno centro a Palermo il 22 maggio può avere diversi significati“, si è così espresso il procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi.

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