Al via alla nuova rete ospedaliera: da tagliare 139 reparti.

Via libera alla nuova rete ospedaliera siciliana. Il decreto è stato firmato ieri  mattina dall’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza.

Entro giugno bisogna tagliare 32 unità complesse, altre 46 entro dicembre 2019 e 60 entro giugno 2020. La sforbiciata riguarderà tutte le discipline: 3 Chirurgie generali, 4 Medicine, 4 Ortopedie, 8 Cardiologie, 4 Neurologie, 16 unità di Oculistica, 3 di Ostetricia, 4 di Otorinolaringoiatria, 1 Pediatria, 6 di Urologia, 2 di Chirurgia plastica, 8 di Angiologia, 2 di Ematologia, 1 di Endocrinologia, 4 di Geriatria, 1 di Nefrologia, 1 di Neuropsichiatria. I reparti da trasformare saranno individuati dall’assessorato in base a tre criteri: peso medio delle prestazioni, indice di occupazione dei posti letto e rischio di inappropriatezza.

Diminuiscono i reparti: si passa da 839 a 754 e dunque scompaiono 85 primari.

Il piano divide poi gli ospedali in quattro categorie: i Dea di secondo livello (i poli più grandi che hanno al loro interno i reparti di ogni disciplina), i Dea di primo livello (strutture di grandi dimensioni), i presidi di base e quelli di zona disagiata o alto rischio.

La Sicilia verrà divisa in 4 bacini sanitari.

Nel bacino Agrigento-Caltanissetta-Enna il Dea di secondo livello è il Sant’Elia di Caltanissetta; di primo livello invece gli ospedali di Agrigento, Sciacca-Ribera, Gela e Umberto I di Enna. Razza ha anche precisato che il governo ha scelto di non chiudere i piccoli presidi di provincia. E dunque, almeno nel medio periodo, è previsto un potenziamento delle piccole strutture proprio con le immissioni di nuovo personale.

Nel bacino Catania-Ragusa-Siracusa, Dea di secondo livello sono: Garibaldi, Cannizzaro e Policlinico di Catania. I Dea di primo livello sono gli ospedali di Acireale, Caltagirone, Ragusa, Modica-Scicli, Vittoria-Comiso, Siracusa e Avola-Noto. Il presidio ospedaliero di Giarre non sarà chiuso e avrà il pronto soccorso.

Nel bacino di Messina Dea di secondo livello è il Policlinico, quelli di primo livello sono gli ospedali di Milazzo, di Taormina, il Bonino Pulejo-Piemonte e il Papardo. Nel bacino Palermo-Trapani i Dea di secondo livello sono il Civico e il Policlinico. I Dea di primo livello sono il San Raffaele Giglio, il Buccheri La Ferla, gli ospedali riunitiVilla Sofia-Cervello, Ingrassia-Villa delle Ginestre, Trapani-Salemi, Mazara e Marsala.

l decreto recepisce le prescrizioni dell’assessorato sui punti nascita che non raggiungono i 500 parti all’anno. Il 18 dicembre il comitato nazionale punti nascita ha concesso la deroga alla chiusura per i reparti del Giglio di Cefalù, Bronte, Sant’Agata di Militello, Corleone, Pantelleria e Licata, che avranno un altro anno di tempo per mettersi in regola. Solo alla fine del 2019 la Regione deciderà se chiuderli o mantenerli in vita