Al via il Protocollo d’intesa contro la violenza su donne e minori

E’ stato sottoscritto questa mattina, presso il Teatro Eschilo, alla presenza delle autorità civili e militari, il Protocollo di Rete contro la violenza su donne e minori. Attraverso l’impiego dei finanziamenti ottenuti con i fondi FESR (Fondi europei di sviluppo regionale), è stato possibile costituire a Gela un sistema operativo strutturato di governance, basato sulla cooperazione tra i vari rappresentanti dell’Istituzione pubblica. L’intervento si inserisce nell’ambito di avvio dello sportello ascolto Anghelas, finalizzato a fornire una risposta adeguata alle donne vittime di ogni forma di violenza, accompagnandole durante tutto l’iter che precede e segue l’azione di denuncia. Primo servizio a disposizione delle vittime sarà quello dell’ascolto telefonico e dell’orientamento sugli strumenti di tutela contenuti nelle normative di riferimento. A seguire sarà attuata una predisposizione immediata di uno scenario di protezione per l’emergenza, effettuando una prima valutazione del rischio. Le vittime saranno messe in contatto con le autorità competenti. Verranno, inoltre, rese attive delle consulenze, idonee al supporto legale e psicologico del percorso da intraprendere.

Una piaga largamente diffusa in tutto il mondo, quella della violenza di genere. Secondo i risultati Istat del 2014, solo in Italia sono 6.788.000 le donne che ne hanno sofferto. Un fenomeno trasversale, che interessa, senza distinzione alcuna, ogni strato economico e culturale della società. Accade spesso che teatro dell’orrore siano proprio le mura domestiche o quegli ambienti insospettabili in cui la perversione veste la maschera dell’irreprensibilità e del perbenismo.

Dati allarmanti provengono poi dalle inchieste riguardo alla violenza sui minori, sottoposti a sfruttamento e sevizie o usati nello squallido mercato della pornografia o, ancora, assoldati come braccia armate della criminalità organizzata.

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Quando si parla di violenza, non ci si riferisce solo alla sfera fisica o sessuale. Esiste un’altra forma di violenza, ben più subdola, quella perpetrata sul piano psicologico attraverso minacce, coercizione verbale, insulti e denigrazione o qualsiasi altra limitazione della libertà della vittima. Negli ultimi anni, grazie anche alle sollecitazioni giunte da Onu e Unicef, maggiore attenzione è stata dedicata, in materia giudiziaria, alla messa a punto di misure preventive e penali nei confronti di chi assume comportamenti lesivi o persecutori verso donne e bambini. Con la legge n.77 del 27 giugno 2013 è stata ratificata la Convenzione del Consiglio d’Europa, stipulata a Istanbul l’11 maggio 2011 sulla prevenzione e la lotta contro la violenza di genere e quella domestica. Altra tappa fondamentale si ha con l’entrata in vigore della legge n.38 del 23 aprile 2009, che ha inasprito le pene per la violenza sessuale e introdotto il reato per atti persecutori, ovvero lo stalking. Al 2006 risale, invece, la legge n.38 inerente alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo internet.

A presentare il progetto Anghelas, Maria Morinello, dirigente Settore Servizi sociali e Maria Rosa Lotti dell’associazione Le Onde Onlus.

Tra i firmatari del Protocollo d’intesa, il sindaco Domenico Messinese, la dottoressa Lucia Lotti, procuratore della Repubblica di Gela, il questore Francesco Marino, dirigente del commissariato locale di Polizia, l’assessore comunale ai servizi sociali Pietro Lorefice, Carmelo Iacono, direttore generale dell’Asp di Caltanissetta e i rappresentanti delle associazioni socio-assistenziali attive sul territorio.

Presenti, inoltre, il Comandante della Compagnia locale dei Carabinieri, il maggiore Valerio Marra, il Comandante della Guardia di Finanza, il capitano Massimo Devito e il tenente di vascello della Guardia Costiera Francesco d’Istria.

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A seguire, una tavola rotonda moderata da Stefania Campisi dell’associazione Le Onde. Relatori, la dottoressa Laura Romano, commissario capo di Polizia, Francesco Ferrante, tenente dei Carabinieri, la dottoressa Valeria Cannizzo, dirigente medico del Presidio Ospedaliero “Vittorio Emanuele”, Antonella Maganuco, psicologa del consultorio Gela 2, Luciana Carfì, presidente Arci Le Nuvole, Lidia Bertino, assistente sociale del comune di Gela e Valeria Gennuso, responsabile culturale associazione Avulss.

L’incontro è stato allietato dagli interventi recitati e musicali degli studenti del Liceo Classico “Eschilo”  e del Liceo delle Scienze umane “Dante Alighieri”.

Si ricorda che è consultabile il sito web www.reteantiviolenzagela.it, contenente informazioni, documenti e approfondimenti utili alle vittime e agli operatori.

 

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