Al via le “Giornate nazionali dell’Archeologia ritrovata”, ieri convegno d’apertura

Al via ieri le “Giornate dell’Archeologia ritrovata” a Gela.

Con un convegno presso il museo locale ha avuto inizio la manifestazione di respiro nazionale che mira a valorizzare i beni culturali, dando il dovuto e giusto merito ai Gruppi Archeologici d’Italia, che contribuiscono alla loro instancabile promozione.

Un’importante occasione culturale per una città che vanta un grande patrimonio storico e archeologico e che meriterebbe di essere inserita nei circuiti turistici. Presenti all’apertura ufficiale delle tre giornate in programma diverse personalità di spicco: Sebastiano Tusa, Assessore regionale per i beni culturali, Gianfranco Gazzetti, direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, Ennio Turco, direttore del polo museale, Rosario Caruso, Soprintendente ai beni culturali, Alberto Scuderi, vicedirettore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia e il commissario straordinario di Gela Rosario Arena.

Si continuerà oggi, sabato 13 ottobre, alle 18:30, sempre presso il museo, con un convegno di Archeoastronomia in memoria di Vito Francesco Polcaro, socio onorario dei Gruppi Archeologici d’Italia, emerito scienziato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica, CNR di Roma, scomparso prematuramente il 12 febbraio scorso. Interverranno Felice Pastore e Leonardo Lozito, della direzione nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, Elio Antonello, presidente della Società Italiana di Archeoastronomia (SIA), Andrea Polcaro, archeologo e figlio di Francesco Polcaro, Giuseppe Mirko La Spina, direttore della sezione locale dei Gruppi Archeologici d’Italia, Alberto Scuderi, Gianfranco Gazzetti e Ferdinando Maurici, direttore del museo D’Aumale di Terrasini.

Domani, domenica 14 ottobre, sempre a partire dalle 18:30, giornata conclusiva con la presenza dei Gruppi Archeologici di Gela, Licata, Piazza Armerina, Partinico, Trapani e Castelvetrano. In questa occasione verrà presentato anche il libro ‘L’arte rupestre in Sicilia’ di Giovanni Mannino, a cura di Antonino Filippi.