Al Vittorio Emanuele ambulatorio di codici bianchi, per smaltire il Pronto Soccorso

Rendere più efficiente il pronto soccorso del Santa Elia di Caltanissetta e del Vittorio Emanuele di Gela per un’assistenza più compiacente possibile per i pazienti. É questo che ha asserito stamani in una conferenza stampa  il nuovo manager dell’Asp Cl2 Carmelo Iacono . L’Asp 2 lo farà agendo su due livelli. “Programmazione attività e ristrutturazione dei locali”. “I codici bianchi – ha detto Iacono – da domani non pagheranno il ticket e saranno indirizzati all’ambulatorio dei codici bianchi dentro la struttura del pronto soccorso in modo da  decongestionarlo”. Un ambulatorio dedicato ai codici bianchi, cioè dei  pazienti vittime di lunghe attese. Al Vittorio Emanuele non c’è un ambulatorio di codici bianchi vicino al pronto soccorso, “ma stiamo provvedendo ad allestirlo”, ha detto Iacono. “Abbiamo individuato i sei sintomi che stabiliscono l’accesso al pronto soccorso in modo da  uniformare il percorso per tipologia di pazienti, garantendo e uniformità e  qualità del percorso di assistenza sanitaria”. Novità anche per l’osservazione breve intensiva,  che non sempre viene utilizzata come tale, ha spiegato il manager. “C’è la necessità di controllare il paziente per verificare se deve essere ricoverato o meno e questo si fa all’Osservazione di Breve Intensiva. Alcune volte viene utilizzata per sistemare i pazienti in attesa che si liberi il posto letto nei reparti.. Questo comporta un’anomalia di assistenza perchè l’Osservazione breve Intensiva ha il suo compito, che non è questo. Certo rimane la necessità dei ricoveri, quando tutti i letti sono occupati, in questo caso abbiamo organizzato una struttura di posti letto indistinti, che non appartengono a nessuna unità operativa, dove vengono allocati provvisoriamente i pazienti. E’ una camera di espansione che libera l’Obi e garantisce il ricovero in ospedale. Il paziente verrà messo ovviamente in assistenza da parte dell’unità operativa competente,” ha detto Iacono. “Su tutto questo ci sarà il controllo dei percorsi. La disponibilità di questi posti indistinti potrebbe consentire i ricoveri inappropriati”. Altro problema dei pronto soccorso e più in generale del rapporto tra la divisione di Emergenza e unità operative e ambulatori specialistici , il cosiddetto “imbuto”. “Valuteremo i tempi di attesa per avere consulenze specialistiche da parte dei reparti, cosa che spesso allunga le attese in pronto soccorso” ha detto il manager. Quindi un un progetto a 360 gradi che ripercorre tutto l’iter del paziente in ingresso indirizzandolo alla migliore assistenza. In cantiere ci sono anche interventi strutturali sui locali per ampliare la sala d’attesa. A Gela i locali saranno consegnati a giugno ma ancora mancano i mobili e le attrezzature dunque un censimento è partito per verificare quali attrezzature sono presenti e quali da acquistare.

 

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