Alla Mondadori di Gela “Non c’è più la Sicilia di una volta” .

Da sempre l’immagine della Sicilia è legata a tanti capolavori della letteratura e del cinema di ieri. Leggerla attraverso gli autori del passato significa ancorarla in un tempo lontano che non è quello che la Sicilia e i siciliani vivono. Gaetano Savatteri nel suo “Non c’è più la Sicilia di una volta” edito Laterza , scardina quel “Tutto cambia perché nulla cambi” di gattopardiana memoria e ci parla di una Sicilia nuova, cambiata, di quella reale e di quella immaginata.

Narra una Sicilia fuori dagli stereotipi dell’immobilismo e rimescola con sapienza i clichè che hanno alimentato e continuano ad alimentare il mito di una Sicilia sempre uguale a sé stessa. In “Non c’è più la Sicilia di una volta” troviamo un vivaio insaziabile di storie nuove che riescono a dare un’immagine fresca.

Nonostante l’iconografia siciliana sia pregna di una dimensione del vissuto legata al passato, Savatteri ci mostra l’evoluzione di un territorio e il suo passaggio dalla vita paesana al mondo cittadino dove il dinamismo la fa da padrone.

Sente il bisogno Savatteri di stabilire una certa distanza emotiva da quell’immagine che dalla strage di Capaci e via D’Amelio è rimasta sempre uguale a sé stessa. Ci ricorda il teatro cinico e terribile di Ciprì e Maresco e il teatro di Emma Dante.

Scalpore fanno le giovani scrittrici che da Goliarda Sapienza, autrice di nicchia e icona femminista, hanno attinto  a piene mani dall’ Arte della gioia, cita Lara Cardella di “Volevo i pantaloni” e la Melissa P (Panarello) di “Cinquanta colpi di spazzola prima di andare a dormire” che fece storcere il naso alla Sicilia retrograda e agli intellettuali perbenisti che fecero a gara per alzare barriere intrise di pudore.

Savatteri rompe con tutti gli stereotipi e parla di una Sicilia che si impone nell’arte, nella cultura, nel cibo e riesce a “Fare tendenza” senza dimenticarsi del suo carattere, quel misterioso carattere che è dei siciliani e solo il loro, in grado di ammaliare, controverso fino allo spasimo.

La presentazione di ieri sera alla Libreria Mondadori di Gela è stata accolta da un pubblico attento che ha saputo entusiasmarsi e riconoscersi nelle parole di Gaetano Savatteri.

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