Alla scoperta del Grillo, il famoso bianco siciliano!

Riprendiamo il nostro viaggio nel mondo del vino addentrandoci nel mondo dei vitigni, della loro storia e delle loro peculiarità.

In Italia oggi si contano circa 60 vitigni diversi, e il nostro excursus parte dalla Sicilia: il vitigno di cui oggi parliamo è il Grillo.

Il Grillo (detto anche Riddu) è un vitigno nato nella seconda metà dell’800 dall’innesto tra Zibibbo (Moscato d’Alessandria) e il Catarratto bianco comune. Questo vitigno a bacca bianca, è stato portato in Sicilia dalla Puglia, sul finire dell’800 per riassortire i vitigni siciliani decimati da un attacco di Filossera (un parassita delle viti), che tanti danni fece in quel secolo in tutta Europa.

Coltivato in origine nella zona del marsalese, venne utilizzato (e viene utilizzato tutt’ora), insieme ad Inzolia e Catarratto bianco, per la produzione del Marsala, per via della elevata concentrazione zuccherina dei suoi acini. Ed è proprio nella zona del trapanese, che il Grillo si esprime al meglio grazie all’elevata escursione termica tra giorno e notte, all’azione dei venti e alle mutevoli condizioni climatiche che risultano favorevoli alla buona resa delle uve e del vino.

Ma la riscoperta del Grillo è storia recente; per anni è stato uno dei vitigni più sottovalutati dell’isola, così come tanti altri vitigni siciliani, utilizzati per fare vini da taglio da mandare al Nord, dove davano struttura alcolica al resto dei vini italiani.

La pianta si presenta con foglia media di forma pentalobata, con un grappolo cilindrico o conico; presenta acini grossi, dalla buccia pruinosa e spessa, dal colore giallo dorato con macchie color ruggine.

Il vino prodotto da uve Grillo si presenta di colore giallo paglierino, con odori che ricordano ortica, pera, pepe verde e gelsomino. Al gusto presenta una buon sapidità ed è dotato di una freschezza importante. Da bere giovane, è ottimo abbinato a un risotto zucchine e gamberetti, ad una frittura di pesce, o a piatti a base di crostacei.