Alla scoperta del Tempio B dell’Acropoli di Gela

C’è grande fermento all’Acropoli di Gela. Dopo il workcamp dello scorso luglio targato “Gela is bedda”, l’acropoli accoglie nuovi studiosi.

Arrivano da Cadice questa volta. Sono in dieci, giovanissimi archeologi e studenti coordinati da Giuseppe La Spina che li ha accolti e guidati in un’ indagine e ricerca nella zona del Tempio B, l’Athenaion.

L’obiettivo di questo progetto ha doppia valenza, dà la possibilità a questi ragazzi di sperimentare sul campo le conoscenze acquisite in anni di studio e dà alla città la possibilità di diventare centro propulsore di iniziative, idee, progetti che coinvolgono e danno metro e misura di quelle che possono essere le strategie da adottare per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico.

Il progetto porta con sè anche la collaborazione di Manuel Ruiz che ricostruirà graficamente l’acropoli.

Lourdes Giron- responsabile scientifica del centro Mikonos e il docente dell’Università di Cadice Josè Antonio Ruiz Gill si dicono soddisfatti e stanno già pensando all’emporio di Bosco Littorio e alle navi sepolte nel mare di Bulala.

Questo progetto è l’ennesima dimostrazione che il nostro sguardo non è attento e che abbiamo ancora bisogno di qualcuno che ci indichi un punto da guardare.

Lascia l’amaro in bocca l’idea che a far leva sul nostro patrimonio archeologico siano persone venute da fuori, da cui si spera i gelesi riusciranno a prendere esempio.

I lavori continueranno fino al 29 agosto.