Alla Tekra 650 mila euro di servizi aggiuntivi in un trimestre. M5S: dubbi sulla autorizzazione

Ancora un intervento da parte dei componenti del Movimento Cinque Stelle sulla questione rifiuti a Gela.
“Il  Sindaco ha scelto sui rifiuti una linea durissima (apparentemente) con i cittadini e morbidissima con la società che gestisce il servizio, la ormai nota Tekra. Lo ha fatto emanando una ordinanza con cui si è sostituito al consiglio comunale e, cosa ancora più grave, alle regole del servizio appaltato, regolamentando arbitrariamente e senza valutazione economica la raccolta dei rifiuti, che potrebbe costare tantissimo ai cittadini. Lo ha fatto con un’altra ordinanza, questa assai discutibile, la 334 del 2016. Con quest’ultima il sindaco ha ordinato di pagare alla Tekra quasi 650.000 euro di servizi aggiuntivi per il primo trimestre del 2016. L’anomalia è che leggendo l’ordinanza non si capisce quale sia l’atto con il quale si è autorizzata la ditta a svolgere questi servizi. “
“Dopo   un accesso agli atti fatto da questo gruppo consiliare, con il quale si chiedevano copia delle fatture e degli atti autorizzativi presupposti, il settore ambiente ci ha fornito solo copia delle fatture, senza darci copia o farci visionare l’atto autorizzativo che giustificava lo svolgimento del servizio e l’emissione delle fatture”. Affermano i Cinque Stelle secondo cui l’autorizzazione non è citata nell’ordinanza 334/2016 e non è stata loro fornita a seguito di formale richiesta.
” Deve ammettersi – continuano – che appare quantomeno anomalo che un ente come il nostro, in gravi difficoltà economiche, paghi una somma tale senza che poi venga indicato l’atto formale che autorizza i lavori; cosa ancor più strana è che dopo formale richiesta questo atto non venga fornito ai consiglieri comunali. Per questo motivo, sperando di potere fare chiarezza su questa situazione, abbiamo depositato una formale richiesta al Segretario Generale del Comune di Gela, in quanto responsabile della prevenzione alla corruzione, affinchè verifichi e relazioni sulla legittimità dell’ordinanza”
“Da sempre – concludono – parliamo di casa di vetro e di trasparenza. Concetti che per noi non sono parole vuote, ma sono colmi di significato. La trasparenza che impedisce di potere dare 650.000 euro appartenenti ai cittadini, senza capire quali siano le motivazioni per farlo, senza mostrare in maniera chiara quale sia il metodo utilizzato. Questa amministrazione dimostri che tutto è trasparente e dica alla città su quali basi ha deciso di pagare una somma così elevata.”