Alunni dell’artistico Majorana da “Amen”: incontro con gli artisti nella ex chiesa di San Giovanni

Ieri mattina, più di 40 studenti del Liceo Artistico Majorana di Gela, retto dalla Dirigente Mirella Di Silvestre, hanno incontrato alcuni degli artisti e autori delle opere d’arte esposte nell’ex Chiesa San Giovanni Battista, suggestiva location nel centro storico di Gela, appena restaurata, nell’ambito della mostra di arte contemporanea dal titolo “Amen: religione e religiosità nell’arte contemporanea”, a cura dell’architetto Danilo Mendola e patrocinata dal comune di Gela.

Gli alunni, accompagnati dalle docenti Sonia Madonia e Rita Bellavia, hanno ammirato con estremo entusiasmo le opere di artisti che provengono da diversi mondi culturali, trattando un tema molto sentito da sempre nella storia dell’arte, quello religioso.

Il desiderio che l’uomo ha di comunicare attraverso l’espressione artistica è testimoniato fin dagli albori della nostra civiltà, ma il legame tra arte e religione oggi si è decisamente allentato, è diventato meno esplicito, meno descrittivo, rispecchiando il rapporto problematico tra gli uomini d’oggi e la fede. I ragazzi, affascinati dalle opere, hanno avuto modo di interloquire direttamente con alcuni degli artisti presenti, che hanno spiegato loro le tecniche utilizzate e il senso recondito delle opere che, spesso, non vogliono mostrare la realtà, ma quanto vi sta dietro, che è, malgrado ciò che ne dice Platone, più vero del visibile.

Era presente il pittore Michele Principato Trosso, nato in Germania e residente a Messina, con la sua opera Rapa Nui, di forte impatto espressivo, ha invitato gli alunni a toccare con le loro mani la pittura e chiudere gli occhi, per sentire i colori e la loro consistenza sulla tela.
Coinvolgente anche l’intervento dell’architetto palermitano Momo Calascibetta, con la sua Mitografia che narra attraverso le immagini le vicende mitiche esistenti in quasi tutte le antiche civiltà. Gli alunni, affascinati da questi interventi, hanno poi rivolto numerosi quesiti all’artista gelese Fortunato Pepe, che con la sua opera GV 20-5 rappresenta il sepolcro vuoto, attraverso pochissimi elementi che conferiscono al dipinto una forte religiosità, rievocano il vuoto, il silenzio e la resurrezione.
E’ stata un’esperienza emozionante per gli alunni del Majorana che si concluderà giorno 12 con l’incontro dell’artista Giuseppe Veneziano.