Ambiente, gli “appalti” verdi in un libro dell’architetto licatese Toni Cellura edito da Maggioli

La  Maggioli ,  leader nazionale nell’editoria tecnica,ha pubblicato, ed è fresco di stampa un prezioso volume, sulle novità relative agli “ Appalti verdi” o Green Pubblic Procurment (GPP) ,contenuti nel Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2015 recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”. Il libro è stato “concepito e partorito” in Sicilia.L’autore è l’architetto licatese Toni Cellura ,noto per il suo impegno ventennale nell’ambientalismo scientifico e tecnico;ed è stato scelto dalla prestigiosa casa editrice per la redazione di un testo a carattere nazionale che affronta il tema della  rivoluzione verde in  tema degli appalti nelle pubbliche amministrazioni. L’autore inoltre recentemente è stato chiamato a rappresentare Green Building Council in Sicilia ,nota fondazione americana leader nei sistemi di rating dei criteri di sostenibilità energetico ambientale con il marchio LEED.

La legge-sottolinea l’autore architetto Cellura- ha  introdotto una serie di novità in materia di appalti verdi e alcune modifiche al codice dei contratti pubblici. Nel testo, sono contenute diverse disposizioni relative al green public procurement (GPP). Il testo-prosegue  è stato pensato con la Casa Editrice,a seguito della emanazione del Collegato Ambientale”.

 

Copertina libro Architetto Toni Cellura FILEminimizer

 

Le nuove norme infatti prevedono l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di contribuire al conseguimento degli obiettivi ambientali, attraverso l’inserimento nei documenti di gara delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei decreti ministeriali sui CAM(Criteri Minimi Ambientali), adottati in attuazione del Piano di Azione Nazionale (PAN-GPP).  Nello specifico, per gli appalti relativi all’acquisto di lampade e di servizi di illuminazione, ai servizi energetici per gli edifici, alle attrezzature elettriche ed elettroniche per l’ufficio; la norma prevede una applicazione del 100% del valore delle gare di appalto. Per le ulteriori categorie di servizi e di prodotti, per i quali sono stati emanati i relativi decreti, è prevista l’applicazione dei CAM, per almeno il 50% del valore.

Ovviamente -prosegue l’autore- tutte le disposizioni (sugli acquisti verdi e sulla obbligatorietà dei CAM) costituiscono una vera e propria rivoluzione nel mondo degli appalti e gli operatori pubblici e privati saranno chiamati a conoscere ed utilizzare gli strumenti di gestione ambientale. Una vera e propria rivoluzione che introduce gli strumenti di gestione ambientale  (EMAS e ISO 14.001), leetichettature ecologiche(Ecolabel etc.), ledichiarazioni ambientali diprodotto(DAP), lemetodologie di analisi del ciclo di vita(LCA) negli appalti pubblici introducendo l’impronta ecologica dei prodotti (PEF) utilizzata per il nuovo marchio “Made Green in Italy”,previsto nel collegato ambientale,che affiancherà il tradizionale Made in Italy e che contrassegnerà i prodotti verdi italiani”.

Infine un aspetto importante trattato riguarda l’impronta di carbonio di prodotti e servizi ;l’espressione “impronta climatica”, meglio conosciuta con la sua dizione inglese, Carbon footprint, è diventata molto diffusa negli ultimi anni ed è sempre più usata dai media. La Carbon footprint è un indicatore ambientale che misura, in maniera sintetica, l’impatto delle attività umane sul clima globale; esprime quantitativamente gli effetti prodotti sul clima da parte dei cosiddetti gas serra generati da un prodotto o da un servizio nella accezione più ampia.

“Una grande sfida anche con riferimento-conclude Toni Cellura –alla nuova e rivoluzionaria previsione di porre a base di gara,non il prezzo del prodotto,così come preso dai listini,ma il costo del ciclo di vita del prodotto/servizio comprensivo dei consumi di energia ,i costi di manutenzione,delle esternalità ambientali ,delle emissioni di gas serra ,compresi i costi relativi al fine ciclo vita.Il nuovo calcolo del costo,da distinguere dal vecchio prezzo,previsto nell’art.92 del nuovo codice dei contratti pubblici prevede che la PA debba calcolare i costi con riguardo alle componenti ambientali ed energetiche con riferimento all’intero ciclo di vita del prodotto”.