Anche la Procivis deve lasciare i locali comunali, Cattuti: “Pensavo di ricevere una lettera dal Comune con scritto grazie”

“Pensavo di ricevere una lettera dal Comune di Gela con scritto grazie”. Ad affermarlo è Luca Cattuti, guida della Pubblica assistenza Procivis, dopo la notizia di dover lasciare i locali comunali entro il 29 marzo.

“Grazie per tutto quello che avete fatto sino ad oggi e continuate a fare per l’amministrazione comunale nelle emergenze di Protezione Civile – prosegue – per tutto quello che avete fatto e continuate a fare per la città, per i giovani, per gli studenti, per le fasce deboli, per le famiglie in difficoltà, per il recupero dei soggetti sottoposti a misure alternative, per il servizio di eccedenza 118 che offrite nel territorio, per il servizio di guardiania che avete assicurato sin dal primo giorno, conservando la struttura da eventuali danni, per la manutenzione ordinaria e straordinaria, quando dal tetto pioveva acqua e le infiltrazioni vi hanno danneggiato, per la pulizia dell’area da erbacce, per avere installato a vostre spese un impianto a led per fare risparmiare il Comune, per avere accolto i numerosi soggetti senza tetto segnalati dai servizi sociali, per avere assicurato i servizi essenziali durante le manifestazioni promosse dal Comune di Gela a costo zero, per non avere gravato minimamente sulla spesa comunale (nessun contributo dimostrabile da decenni), per avere supportato le Forze dell’Ordine.

Grazie – continua Cattuti – per avere assicurato la safety e security in città durante gli eventi (Capodanno, Natale, Ferragosto, ecc.), per avere formato diversi cittadini e Forze dell’Ordine al primo soccorso, per avere promosso piani di evacuazione all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, per essere intervenuti durante la campagna antincendio, per una lunga serie di attività che non potranno mai ripagare l’opera volontaria ‘non valorizzata’ a fronte di un semplice ‘grazie’. Penso –conclude – che alla base di tutto occorra un confronto serio mai pervenuto, delle possibili soluzioni alternative, al fine di scongiurare eventuali interruzioni di attività o danni alla collettività, fondata su una possibile interruzione di pubblico servizio”.