Ancora possibile per Gela passare a Catania. Interviene Gelensis Populus

 
Il voto espresso dalla prima Commissione Affari Istituzionale dell’Ars, sulla modifica dei confini territoriali delle ex province,  non è una vera e propria bocciatura che mette la fine sulla vicenda. Ma si tratta di un primo No che rimanda la vicenda al Parlamento, che potrebbe anche bocciare la proposta della Prima Commissione. Non è quindi  perduta la possibiltà di passaggio di Gela, Niscemi e Piazza Armerina alla Città metropolitana di Catania. Questo quanto sottolineato dal Comitato Gelensis Populus. 
In realtà la bocciatura da parte della Prima Commissione regionale ” è stata letta come una arrogante azione dai modi autoritari, tipici di una Sicilia dei Baroni, desueta, opprimente ed incapace di rispettare l’espressione democratica delle comunità. Ciò che è passato all’opinione pubblica non è un quadro positivo di una politica regionale, capace solo di adornarsi di privilegi per se stessa, in barba alla austera crisi atavica che affligge i siciliani”.  Hanno detto i componenti del comitato. 
Gelensis Populus afferma che per far sì che il Parlamento bocci la decisione della Prima Commissione, si dovrebbe chiedere al presidente dell’ARS,Giovanni Ardizzone, di portare in aula il verbale di seduta redatto dalla Commissione Affari Istituzionali , e poi con una esplicita richiesta del Parlamento, che boccia la proposta della commissione, obbligare la stessa Commissione a ritrattare i disegni di legge utili al passaggio delle tre città del gelese verso il nuovo Ente etneo.
 “La prima Commissione dovrebbe dare una giustificazione della sua decisione che potrebbe non convincere i parlamentari, a quel punto il Parlamento potrebbe prendere una decisione in merito, e in quella sede, se si riuscissero a trovare i numeri, il sogno dei gelesi di liberarsi dal controllo nisseno potrebbe vedere la luce.”
Il comitato mette in evidenza come la  politica locale debba fare la propria parte, chiamando in causa i parlamentari locali, onorevoli Pino Federico, Giuseppe Arancio, Francesco Cappello, Marco Falcone, Antonio Venturino, il Presidente Rosario Crocetta, l’Assessore Luisa Lantieri, ma anche i sindaci e i consigli comunali delle tre città. 
“Chiediamo a loro di attivarsi per riaffermare i principi democratici, che per questi territori sono stati immotivatamente calpestati. Chiediamo in oltre al Sindaco Messinese e al Presidente del Consiglio Alessandra Ascia di darci notizia sull’iniziativa di incontro con l’On. Ardizzone, che avevano dichiarato di voler avviare. 
Infine chiediamo a tutti i liberi cittadini, che questa battaglia l’hanno fatta da leone e non ci hanno mai abbandonato, di sollecitare e sensibilizzare la politica più prossima affinché a Palazzo dei normanni sentano forte la presenza delle comunità che chiedono semplicemente il riconoscimento della volontà democraticamente espressa nel pieno rispetto della legge”. 

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